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Ambiente Calabria

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Alla varietà degli ambienti della Calabria, corrisponde quella delle manifestazioni animali, componenti essenziali degli ecosistemi, soggetti nel tempo a mutamenti profondi, soprattutto a causa dell’azione antropica.

Nonostante la riduzione degli habitat naturali abbia interessato anche la Calabria, si può  rinvenire nella regione una moltitudine di specie ormai rare.

I monti di Orsomarso sono l’unica zona dell’Italia dove sopravvive il capriolo, raro esemplare di una fauna ormai scomparsa nel resto dell’Appennino meridionale. Spesso deve, però, fronteggiare le insidie dei cacciatori, dei bracconieri e degli stessi lupi, che si rifugiano nei recessi boscosi insieme a volpi, tassi, martore, faine.

Sulla Sila esistono circa 200 caprioli, di origine toscana e alpina, tenuti in un ampio recinto di 250 ettari.

Si è anche tentato un ripopolamento di daini, ma sono stati in gran parte sterminati dai bracconieri e dagli altri animali.

Diffuse sono, invece, le volpi, le lepri, faine, puzzole, tassi, gatti selvatici e, nei laghi della Sila, uno dei mammiferi più rari, reperibile anche nei torrenti dell’Aspromonte: la lontra (Lutra lutra).

Insieme ai volatili molto diffusi che popolano le praterie e le foreste della Sila, come l’astore, lo sparviero, il nibbio bruno e reale, la poiana, il gheppio, è da rilevare la presenza del grande e raro picchio nero.

Nella Sila Grande non è insolita la presenza dei capovacci, avvoltoi dalla livrea bianca e nera, l’aquila reale e il rarissimo avvoltoio degli agnelli, spesso proveniente dalla vicina penisola balcanica.

Le zone sassose e cespugliose, vicine ai corsi d’acqua, i cespugli di oleandri e tamerici e i canneti che fiancheggiano le fiumare calabresi, costituiscono l’ambiente ideale per un raro e innocuo rettile: il colubro leopardiano (Elophe situla).

E’ un serpente lungo anche un metro con una livrea multicolore che lo fa essere uno dei rettili più belli della nostra fauna: presenta macchie rosse circondate da scaglie nere e da sfumature gialle o rosa su un fondo grigio tortora.

Molte specie animali, in estinzione in altri luoghi, trovano diffusione in Aspromonte, grazie all’istituzione del Parco Nazionale.

Di altri animali, invece, come il cervo, la lince e l’orso, restano solo alcuni cenni nella più antica letteratura.

Quasi sicuramente il cervo doveva essere comune in Calabria fino all’inizio del 900, mentre l’orso lo fu, soprattutto, nel periodo romano, come testimoniano le opere di Orazio e Ovidio.

Sulla presenza della lince i pareri degli zoologi e degli storici sono discordi. Molto probabilmente non è mai stata rinvenuta sugli Appennini Calabresi. 

 

 

 Sk

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