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Protesa
verso sud, articolandosi nella punta dello “stivale”, nella sua
forma agile e slanciata, bagnata dal mar Tirreno ad ovest e dal mar
Ionio ad est, che si incontrano nello Stretto, l’antica regione bruzia
dei Romani, in uno spazio pur non molto vasto, offre una varietà di
aspetti naturali e, quindi, di attrattive e di contrasti poco diffusi in
altre regioni e, spesso, molto più vicini a quelli dei paesi nordici o
a tratti di deserti africani. Paesaggi vari ed interessanti di una
bellezza ora lussureggiante, ora povera ed austeramente scarna.
Le
zone montuose occupano i 2/3 dell’intera superficie e riservano una
grandiosità panoramica per lo spettacolo di grandi radure, di
leggendari boschi, di maestose foreste, spesso aperte, come stupende
terrazze, alla vista di sconfinati panorami sul Tirreno e sullo Ionio e
solcate da numerosi corsi d’acqua, le cui valli ora si inoltrano
fra le dirupate gole ed ora fra chiare conche boschive circondate da
colli. Spesso quei corsi sono solo fiumare, che a valle ristagnano o
inaridiscono prima di raggiungere il mare, morendo tra ampie distese di
ghiaia bianca.
Là
dove la costa si allarga in prossimità di qualche fiume, fino a formare
le soleggiate pianure, si possono ammirare le tipiche dune litoranee
coperte dalla macchia mediterranea o verdeggianti di estesi, millenari
oliveti che costituiscono un incantevole scenario a cui fa contrasto
quello costituito da insenature, promontori dirupati e sgretolati,
larghe spiagge dalla sabbia di “velluto”, tipico della costa
tirrenica. |