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Ambiente Calabria |
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Peppe Zito tecnico ambientale; Nino Calarco: Webmaster, ideaz., progettaz. fotografia; Www: elaborazione e trattamento testi; Angelo Raso: legambiente Villa S.G.; Angela E. Calarco: committenza locale |
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L'ambiente è lo spazio che ci circonda, in cui viviamo ed operiamo e da cui siamo condizionati. |
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Piante u Curiosità |
La
vegetazione naturale che, più o meno estesamente, ammanta il territorio
calabrese, presenta un quadro complesso e diversificato, sia per la
varietà delle condizioni
climatico - ambientali, sia per le trasformazioni indotte dall’azione
antropica. Il
versante marittimo e l’altitudine condizionano le caratteristiche e i
tipi della vegetazione, per cui la situazione di base è diversa nel
versante ionico rispetto a quello tirrenico meno caldo: un’asimmetria
determinata essenzialmente da differenze climatiche. Una larga parte del territorio accoglie specie vegetali proprie dell’ambiente mediterraneo. Associazione caratteristica è la macchia sempreverde, della quale è componente fondamentale il leccio. |
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Tuttavia
la varietà dei fattori ambientali fa sì che siano presente sia una
vegetazione in parte simile a quella delle Alpi o di altre zone montane
interne, sia molte piante rare, ormai in estinzione altrove. Si possono, quindi, ammirare tra le estese faggete che coprono i monti di Orsomarso, il pino nero e il pino loricato, eccezionalmente insieme, come avviene nella penisola balcanica. Nelle foreste solitarie e solenni del monte Mancuso emergono gli alberi di agrifoglio, di proporzioni straordinarie per una specie che di solito si mostra sottoforma di arbusto: tronchi diritti dalla corteccia liscia e chiara, con fogliame verde scuro, adornato da bacche scarlatte in autunno e inverno. |
Il nostro webmaster accanto al tronco di un superbo pino laricio silano. |
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E mentre sugli sconfinati altipiani della Sila verdeggiano oliveti, fiumare fiorite di oleandri, ginestre, valeriane rosse, eliantemi, le alte quote sono ricoperte di querceti caducifogli di cerro, roverella, farnetto, castagneti e, soprattutto, foreste di faggio, abete e pino laricio. Qui crescono moltissimi abeti e pioppi, zampini ragiosi, faggi e frassini. Sulla
Sila Grande è possibile ammirare, accanto al pino laricio, |
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relitto dell’epoca terziaria, e al faggio fronzuto e
verdeggiante, gli abeti bianchi, anche di proporzioni gigantesche, i
cerri, i pioppi tremoli, ontani, castagni. Ineguagliabile il fascino del piccolo bosco Fallistro, nei pressi di Camigliatello, per i suoi 56 enormi pini, cui si uniscono cinque esemplari ultrasecolari di acero montano, che raggiungono i 43 metri, i veri giganti della Sila. Un’altra
caratteristica unica della Sila è la presenza dei pioppi tremoli, che,
misteriosamente, durante l’autunno, invece di assumere il classico
colore giallo dorato, si trasformano in chiazze di un rosso brillante,
simile a quello degli aceri o dei peri selvatici. |
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Nei terreni impoveriti emerge l’astragalo calabro, capace con i suoi cuscini emisferici spinosi di fronteggiare le più avverse condizioni ambientali. Nella radura, invece, spiccano per i vivaci colori, l’epilobio, la potentilla calabra, la ciciarella, vegetale spinoso e infestante, tipico delle brughiere atlantiche, probabilmente introdotta artificialmente. Famose sono anche alcune foreste delle Serre, soprattutto quelle addensate intorno a Serra San Bruno, costituite da una fustaia di faggio e abete bianco. Quest’ultimo raggiunge qui i 37 metri di altezza e
120 cm di diametro ed è molto diverso da quello settentrionale, tanto
da essere considerato, da alcuni botanici, appartenente ad una razza
speciale: è tozzo, ramoso, appiattito in cima e spesso rinsecchito,
come invecchiato per i raggi del sole e per il clima del meridione. E'
molto più simile all'abete nebrodense della Sicilia, ormai scomparso. |
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Anche
sulle Serre sono reperibili, insieme a faggi e abeti, gli ontani
napoletani, i carpini bianchi, i castagni, i pioppi noccioli e le farnie. Piante tipiche delle zone più asciutte sono il leccio, la dafne o fiordistecco, il pungitopo. Sull’opposto versante tirrenico, presso Cinquefrondi, si trova una rarità presente anche sull’Aspromonte: la felce tropicale woodwardia radicans, con le foglie grandi anche 180 cm, sorrette da un lungo picciolo squamoso. E’
una delle 42 specie della flora italiana considerate in estinzione; risale
a circa 60 milioni di anni ed ha potuto qui conservarsi grazie al
particolare microclima, stabile, riparato e a umidità elevata. |
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SK |
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