Eccoci alla pagina dei News, i giornali scritti dal/la sottoscritto/a sui Cugini! Buona lettura e ricordate di prendervi i fazzoletti! (le risate a volte fanno piangere)                                                                      Angela E. Calarco

Una tantum

Improvvisa scomparsa

dei “Cugini”

 

E’ da un bel po' di tempo che i cugini non si fanno sentire in giro con i loro guai. Le società segrete sono state messe fuori combattimento dalla polizia, a sua volta bloccata da un vicolo cieco.Ma io SO dove loro sono finiti.

 

Nairobi.In questa città dell’Africa meridionale, i cugini si stanno rilassando (per modo di dire).Tutto tranquillo per i primi giorni, ma gli altri...

Ecco Enrico inoltrarsi nella giungla con in mano una...forchetta?! Boh! Preferisco non seguirlo. Irina sta...

cucinando?! E Alice si arrampica sugli alberi?! Ma sono diventati improvvisamente matti? E' tutto al contrario! Il calcolatore Enrico entra nella giungla con una forchetta e non con un... che so, un... un fucile! Irina, allergica alle faccende domestiche, sta cucinando nella loro provvisoria casa! Ed Alice, sempre più simile ad un vegetale, si arrampica sugli alberi? Beh, forse, tra vegetali si intendono, questo comunque non toglie il fatto che la cugina si è decisa a muoversi! L’aria afosa di questo luogo gli ha fatto male? O sono io che ho le allucinazioni? Bo!

 


Skate-board in Cina

Partecipano

anche i "Cugini"

Dopo un breve periodo di riposo eccoli sbracati sulla Grande Muraglia!

Pechino. I cugini, dopo un breve periodo di riposo, tornano sulla faccia della terra. Ed eccoli qui, a Pechino, sopra la Glande Mulaglia Cinese in skate-board.

Vediamo Enrico con un favoloso skate-board amaranto, che è appeso alla Muraglia e sta per cadere di sotto. Poi vediamo Irina, con uno skate-board color porpora, che si appresta ad imitare il cugino. Ed infine ecco Alice, con un rarissimo skate-board giallo oro... essendo partita in quarta non si riesce più a fermare, fino a quando un grosso sasso non la fa precipitare nel Mar Cinese Meridionale.

Ma ecco che Enrico è riuscito a salire sulla muraglia, Irina idem, e Alice è tornata dal mare bagnata fradicia. Con gran fatica si riescono a mettere in fila con l'intenzione di fare una gara, ma non danno il via, perchè la polizia cinese è arrivata per arrestare quei depravatori di monumenti antichi! Ma i cugini non sarebbero cugini se si lasciassero prendere: infatti, gli spuntano le ali ai piedi e prendono il volo.

 

 

Scoop eccezionale

Intervista ai "Cugini"

Cosa avranno da dire al mondo??

 

Nairobi. I cugini mi hanno permesso di intervistare uno di loro. Enrico.

Enrico, ma cosa vi è successo? Come mai vi siete ritirati in questo posto solitario?

Perché ci andava così.

Solo per questo?

No.

E anche per che cosa?

Fatti miei.

Ok, non ti arrabbiare. Ti piace studiare?

Sono cose mie.

Alice sta diventando agitata come voi?

Questi sono fatti suoi.

Avete amici da queste parti?

Non capisco che te ne frega.

Cosa facevi oggi, nella giungla con una forchetta in mano?

La cosa non ti interessa.

Senti...

Irina! Vieni ad aiutarmi ad ammazzare questa qua che non si fa i cavoli suoi!

Non ti disturbare, me ne vado da sola!

Mi dispiace, ma per causa di forza maggiore (Irina) non ho potuto continuare l'intervista! Alla prossima (spero).

 


Tour canoro

Ottima piazzata

dei  Cugini

Roma. I cugini, grazie al loro talento soprannaturale, sono riusciti a sfondare anche nel campo della canzone: ma non li seguiremo durante il loro tour europea, per il semplice motivo che mi secco. Manderemo in onda solo un concerto qui a Roma. Sono le ore 24.01 ed in questo momento si alza il sipario e i cugini fanno il loro ingresso sul palco. Una zingara che passava per quella strada li presenta; noi sappiamo già chi sono quindi... tagliamo, tagliamo!

Bene, finalmente i cugini iniziano a cantare! Enrico è alla tastiera, vestito di rosa; Alice alla batteria vestita all’ultima moda un costume intero amaranto) e Irina, la mitica Irina, suona la chitarra e-le-ttri-ca! E vestita quasi tutta di color miele con un cappello da cow-boy, una camicia a quadretti azzurri e un paio di jeans sempre color miele! Citiamo un pezzettino della loro ultimissima canzon:

 

Ra sciumara i muru/rrivaru i cavadduni/bagnaru tutta a terra/ra sciumara i muru/ E quando i cavadduni si ndi iaru/ a terra rstau/a terra bagnata rstau/Ra sciumara i muru/rrvaru i cavadduni/bagnaru tuttu u mondu/ra sciumara i muru i cavadduni/bagnaru

Campionato nazionale di tennis

Primo quarto di finale

La cronaca dell'incontro

 

Trieste. Ci troviamo a Trieste per assistere al primo quarto di finale nazionale del tennis misto. Siamo seduti nelle pietre di un teatro greco. E come al solito anche i mitici cugini sono venuti. Li vediamo seduti ai primi posti che stanno recitando un rosario di insulti ai tennisti avversari, che si stanno innervosendo. Enrico è vestito da camionista (dato il caldo che fa) con canottiera interna bianca e pantaloncini bianchi. Irina invece ha una maglietta bianca ed una gonna bianca. Alice è tutta arancione (non vi dico quanti insetti le volano intorno) con maglietta e pantaloni.

I due cugini più grandi hanno un’espressione indecifrabile, un misto di:”Non vi preoccupate, se provano a vincere un set gliene facciamo pagare cinquanta” e di:”Divertitevi, finché potete!”.

Ma ecco che la partita ha inizio! Battono gli avversari. Dai posti piedi si sente un’ esclamazione:"Porco cane!”. E' Irina. Tuttavia essi perdono i primi tre set, ne recuperano quattro, gli italiani ne fanno altri dieci, loro sedici! 13 a 20 per gli avversari. Il pubblico sta tranquillamente leggendo il giornale e mangiando qualche banana in attesa dell'imminente perdita degli italiani. Ma ecco che Irina e Enrico fanno scappare a suon di puntate i tennisti italiani ed entrano al loro posto. Irina sta per battere! Ha battuto! La palla va così forte e veloce che i maledetti dell'altra metà campo si scontrano nel tentativo di prendere la palla e cadono piuttosto pesantemente a terra!! Irina chiede tempo, perchè, ha battuto così forte che la racchetta si è spezzettata in quarantamila pezzettini. La cugina ed Enrico (Alice è ancora immobile tra il pubblico... da l'impressione di un vegetale) hanno recuperato sette set, ma... in questo preciso momento l’arbitro fischia la fine della partita. Irina, incavolata nera, appoggia la sua racchetta di acciaio purissimo al ginocchio e la spezza in due (che forza!). Gli avversari tornano nel loro camerino, contenti del pareggio, mala cugina più grande li segue, ed entra anche lei. Intanto la folla italiana aspetta il suo ritorno con il fiato sospeso. Dopo tre minuti Irina riappare in campo. Enrico le chiede:”Che hai fatto? Che ti hanno detto?” e lei risponde:”Niente.”  Enrico insiste:"Niente?” ”Niente di niente” ”Sicuro?” a questa domanda Irina prende le sue cose e dice irritata:”Niente di niente di niente; nisba, nada, nothing!”. Così Irina lascia il teatro greco insieme ai cugini.

La folla , che ha assistito alla conversazione,

si precipita nel camerino degli avversari, e li vedono con gli occhi neri.

Opera di Irina.

 Alla riscoperta di nuove leggende

La leggenda degli antenati dei Cugini

 

Principato di Monaco. Palloncini neri. Zucche vuote con occhi, naso e bocca. Qui a Monaco si sta festeggiando il giorno in cui i cugini hanno combinato un macello in questo principato perché avevano scoperto che lì erano vissuti i loro avi e attorno a loro si era creata una bellissima leggenda: una ragazza di nome Rapirina era stata chiusa in una torre da una strega cattiva, di nome Peloalicesa. Un bel giorno, un principe di nome Don Edoardo vide Rapirina affacciata alla finestrella della sua prigione che caricava un fucile M16 e se ne innamorò. Procurandosi una lunga corda il principe riuscì a raggiungere la ragazza che appoggiò il fucile al muro per dare il benvenuto al nuovo arrivato il quale non era affatto male. Ma in quel momento entrò dalla porta della piccola

 

stanza la strega Peloalicesa, che scaraventò fuori dalla finestra l’intruso. Per fortuna di sotto c’era Enrichelante, il servo di Don Edoardo! Il principe gli cadde addosso e si salvò, al contrario del suo dipendente che accusò il colpo (evitiamo di descrivere oltre). Don Edoardo, incavolato nero, risalì sulla torre, acchiappò dal collo Peloalicesa, e la uccise. Il principe, poi, aiutò Rapirina ad uscire dalla prigione e la fece salire sul suo cavallo bianco (di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?). Tuttavia non vissero felici e contenti: Enrichelante, per vendicarsi delle fratture multiple subite, fece imbizzarrire il cavallo e la ragazza cadde a terra. Don Edoardo, incavolandosi per la seconda volta, uccise anche il suo servo con la spada e poi, voltandosi verso la sua

 

amata, sbarrò gli occhi esterrefatto: Rapirina non si era ancora rialzata. Credendola morta e incapace di vivere senza di lei, si puntò l’arma al petto e si fece fuori da solo. Dopo qualche minuto, però, la ragazza aprì gli occhi: non era morta, era solo svenuta. Vedendo che il suo bel principe aveva tirato le cuoia, congiunse le mani e levò gli occhi al cielo: “Ma possibile mai che quando ne trovo uno bello, intelligente e coraggioso me lo devono ammazzare! Oltretutto era anche ricco, mi sistemavo per il resto della vita!”. Con queste parole Rapirina afferrò la spada di Don Edoardo e se la conficcò nel cuore. E sono due.

Dalle lontane montagne si udì una voce cantare sui corpi esanimi dei due innamorati: “...e verrà un giorno... e si ritroveranno… e vivranno...”.

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Responsabile: Nino Calarco

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