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Un esempio di vitalità e di decadenza urbana nella storia calabrese |
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Nino Calarco: Webmaster, ideaz. prog. fotografia - Veronica Aretini: autore dei testi |
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Parte 1
Parte 1
L'età moderna Parte 2 Immagini/Foto
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Il quadro storico-ambientale dai primordi all’occupazione araba
In posizione geografica strategica, arroccata su di uno sperone roccioso alle falde della Catena costiera paolana e allo sbocco del torrente Catocastro, Amantea è una città d’origine assai antica(1). Lo storico latino Tito Livio identifica la cittadina, il cui nome deriva dal latino Amantia (gr. Amanteia), nell’antichissimo centro di Clampetia, d’origine preindoeuropea(2). Modesta borgata in epoca romana, Amantea assume un ruolo rilevante in età bizantina, quale unico centro abitato munito di cinta |
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difensiva, situato sulle prime alture a nord del piano di Terina a difesa del tratto di costa tirrenica vicino alla foce del Savuto (3). Difatti nel VII secolo la cittadella, il cui impianto urbano sorge sugli ultimi pendii collinari e in località assai prossima ad un corso d’acqua, accentrando la popolazione sparsa nei territori limitrofi e dedita ad economia rurale risponde pienamente alle prescrizioni in materia di disposizione ottimale degli abitati contenute nei trattati militari del tempo(4). |
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Con le prime incursioni saracene la città libera di Amantea cade sotto il dominio degli Arabi, entrando sotto l’influenza politica e culturale dei Serenissimi(5). Pertanto nell’Altomedioevo islamico Amantea è sede di un Emirato e
funge da importante base operativa e logistica per le scorrerie e per
gli assalti pirateschi che i Saraceni perpetrano ai danni degli altri
litorali calabresi limitrofi(6).
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