|
Un esempio di vitalità e di decadenza urbana nella storia calabrese |
||
|
Nino Calarco: Webmaster, ideaz. prog. fotografia - Veronica Aretini: autore dei testi |
||
|
Parte1
L'età
moderna
Parte 1
u
Immagini/Foto
|
Il contesto economico-sociale in Età moderna Pertanto, alle soglie dell’età moderna, la città si affaccia in una condizione di oggettivo vantaggio rispetto alla gran parte dei centri urbani regionali, affiancandosi alle poche città demaniali a relativa prosperità economica che sono situate nella parte sud-occidentale della Calabria Citeriore. La demanialità, che Amantea mantiene intatta fino a circa la metà del XVII secolo, è determinante per la storia successiva della città tant’è che, in età aragonese, è oggettivo fattore di prosperità economica che stimola l’evoluzione della società locale in senso moderno(12). |
|
Difatti le ampie libertà godute da Amantea in campo economico ed amministrativo, lasciano largo spazio allo sviluppo delle attività produttive e alla maturazione delle forze locali. Ancora agli avvii del XV secolo la città, nel perdere quel carattere agrario che tradizionalmente caratterizza l’economia regionale, è nelle condizioni più opportune per avvalersi del lungo periodo di pace assicurato al regno dai sovrani aragonesi. In tal modo la città è in grado di allargare lo scambio dei prodotti agricoli ben oltre i limiti dell’economia di sussistenza e, per tutto il corso della prima metà del ‘400, va incrementando gli scambi commerciali di lungo raggio. |
|
|
|
Ciò favorisce il deciso sviluppo di una produzione mercantile semplice, che la città in misura crescente va destinando al mercato regnicolo. Al tempo Amantea ottiene dalla Corona aragonese non soltanto il pieno riconoscimento della propria demanialità, ma anche alcuni privilegi commerciali, che agiscono in direzione di un ulteriore sviluppo dei traffici marittimi. L’intensificarsi degli stessi è elemento decisivo per la promozione della città al grado di centro urbano d’importanza regionale (13). |
|
Nell’arco di un solo secolo Amantea acquisisce, dunque, una notevole rilevanza nel contesto urbano e territoriale di riferimento, imponendosi sia come nodo portuale della Calabria Citeriore assai attivo lungo le linee del commercio tirrenico, sia come approdo sicuro nelle comunicazioni marittime tra Napoli e Reggio. Con l’avvio del XVI secolo l’importanza raggiunta da Amantea va ulteriormente consolidandosi, non soltanto nei confronti del proprio contado, ma anche nei confronti degli altri centri di rilevanza urbana dislocati lungo il versante tirrenico settentrionale calabrese. Difatti le ampie libertà godute nel passato, avevano favorito in città la tesaurizzazione di capitale da parte di alcune famiglie notabili che, ora, si vanno imponendo come vera e propria classe dominante. |
|
|
|
La governabilità di Amantea è la ragione principale per la quale la Corona concede alla città ampia fiducia, ponendola nelle condizioni oggettive indispensabili per darsi un governo relativamente autonomo e con propri ordinamenti. La discreta autonomia goduta al tempo da Amantea concerne anche il delicato settore della difesa pubblica, che la città provvede da sola a garantire ai propri abitanti. Prova ne è il fatto che, nel 1495, durante l’assedio postole dapprima delle truppe francesi di Carlo VIII e poi da quelle di Luigi XII, Amantea è in grado di provvedere autonomamente alla propria difesa, senza ricorrere a milizie mercenarie (14). |
|
Pur tuttavia l’affermazione della città nel contesto territoriale di riferimento avviene compiutamente soltanto all’indomani del Trattato di Granada, quando cessa finalmente quello stato di guerra pressoché ininterrotto che aveva drammaticamente caratterizzato la Calabria agli avvii del Cinquecento. Nel corso di quel secolo la particolarissima posizione geografica di Amantea fa sì che essa, a fronte dei sempre più frequenti attacchi perpetrati ai danni delle coste calabresi dalle navi corsare e turchesche, si presenti come città inespugnabile (15). |
|
|
|
Durante tutto il corso della prima metà del ‘500 la città, oltre a costituirsi come baluardo posto lungo il Tirreno a difesa delle coste dalla minaccia dell'Islam, va acquisendo una discreta rilevanza anche come base operativa per gli interventi di moralizzazione sociale della Chiesa, miranti a reprimere la diffusione delle eresie e ad instaurare la “pace” religiosa. Inoltre la prosperità economica da tempo raggiunta dalla città, è fattore che agisce in direzione di un ulteriore sviluppo sia del settore agricolo, sia di quello dei commerci di medio-lungo raggio. |
|
Intorno ad Amantea si va organizzando una fitta rete di relazioni funzionali, basate sullo sfruttamento da parte della città delle risorse offerte dal proprio contado, a crescente vocazione agricola specializzata. Sotto l’impulso delle attività mercantili, tornate a prosperare soprattutto dopo il 1528, l’assetto agrario locale va rapidamente evolvendosi verso forme più complesse. Nel territorio rurale gravitante sulla città le antiche colture “povere” a cereali ed ortaggi, sono rapidamente sostituite con le colture pregiate, promiscue ed irrigue, tipiche del “giardino mediterraneo”, largamente più remunerative. |
|
|
|
La rapidità con la quale nel territorio di pertinenza della città si porta a compimento il processo di conversione colturale, che è fenomeno tipico dell’epoca, contrasta con le lungaggini che, invece, segnano la storia economica nella gran parte delle campagne calabresi, dove il medesimo processo è avvertibile soltanto a partire dagli anni ‘40 di quel secolo. Ciò dipende dal fatto che in Amantea le colture del gelso e degli alberi da frutto, sia pur nelle forme tipiche dell’organizzazione colturale spontanea, avevano conosciuto un’ampia diffusione ancora in epoca medievale, quale felice esito dell’incontro della civiltà locale con il mondo arabo. |
|
Allorquando, nel Cinquecento, gli operatori amanteani per le favorevoli congiunture del mercato vanno privilegiando le colture irrigue del “giardino”, la secolare esperienza maturata sul campo consente loro di ricorrere in tempi assai rapidi alle pratiche agricole più idonee e innovative, incrementando notevolmente la propria produzione altamente concorrenziale. I nuovi criteri colturali non riguardano soltanto le scelte di semina, che tornano a priviligiare il gelso per l’allevamento dei bachi da seta e la vite, ma anche le tecniche dell’intervento agricolo, con la sistematica e razionale messa a coltura dei nuovi fondi. |
|
|
|
L’alternativa gelsi-vite, che dà al paesaggio agrario amanteano del tempo una complessità di gran lunga superiore al passato, si risolve nel definitivo predominio della città nei confronti del proprio contado. |
| SK | ||
|
|
tutti i diritti riservati - mail: webmaster@maridelsud.com |
|
|
Risoluzione racc.: 800x600 pixels - 16 mil. colori Browser min. indicato: Internet Explorer 4.0 - Netscape Navigator 3.0. |
||
|
By Spider kapp |
||