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Conflittualità con il potere |
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Nino Calarco: webmaster, fotografia - Veronica Aretini: testi. |
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Calamità, corruzione, crisi, peste
Foto/Immagini
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Una prima conferma in tal senso ci viene da una vicenda risalente ancora ai primi anni '20 del Seicento. All'epoca Don Pietro Tellez de Giron, duca di Ossuna e
Viceré di Napoli, invia a Reggio in sostituzione del neo Pretore Filippo
Borgia, incapace di governare la città, Ernando de Aleto già prefetto di un
contingente di fanti spagnoli. Costui, uomo dal temperamento assai rigido e spartano, s'insedia in città con pieni poteri sull'amministrazione militare e civile. Mostrandosi fin gli inizi
particolarmente duro nei confronti del patriziato cittadino, egli adotta
iniziative atte a favorire i ceti più deboli che, invise alla classe dominante,
sono causa di reiterati richiami da parte dello stesso Vicerè il quale giunge
infine alla decisione di sostituirlo con Antonio Nervais (26). |
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Ulteriore conferma del clima incandescente che si respira in città ci proviene dai fatti che, ancora nel '47, accompagnano i tumulti di piazza, esplosi a Reggio quasi in concomitanza con la rivolta napoletana dei luglio di quell'anno. I moti popolari traggono spunto da un conflitto insanabile insorto tra i cittadini e il Governatore della città, accusato dalla gente di cattiva amministrazione.
Il malcontento, che circola soprattutto tra i ceti più umili, rischia di
degenerare in aperta rivolta per l'atteggiamento intransigente assunto dallo
stesso Governatore, che aveva già portato Reggio a sanzioni anche di carattere
giudiziario. L’intera città, infatti, era stata dallo stesso Governatore precedentemente denunciata alla corte di Napoli come filo‑francese, subendo l'onta di ritorsioni ritenute all'unanimità ingiuste e di parte. |
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Ciò è all'origine dei gravi tumulti di piazza, che rischiano di degenerare in aperta rivolta. Per
riportare la calma in città si attiva in prima persona lo stesso Arcivescovo,
Mons. Ybanez de Villanova, che, forte del largo consenso tra le masse popolari,
agli inizi del '48 tenta una mediazione con la Corte, appoggiando le istanze
provenienti dalla plebe e ottenendo dal Viceré la sostituzione del vecchio
Governatore con Alfonso de Aguirre.
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