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Una comunità
rurale nella storia reggina |
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Nino Calarco: webmaster, fotografia - Veronica Aretini: testi. |
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Letture
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Le
origini
Arroccato su un terrazzamento naturale dei primi contrafforti del massiccio d'Aspromonte, lungo il versante sud del torrente Gallico, incassato in modo tale da non essere individuabile dall'esterno, il centro abitato di Sambatello s'impone come rilevante località sin dall'età medievale come erede della più antica Calomèno, importante (periokide) di Reggio di probabile origine basiliana. In quest'ultima località, arroccata in un sito assai prossimo al vallone omonimo e ad una sorgente dello stesso, detta "Calomino", con ricca portata d'acqua proveniente dalle falde dell'Aspromonte,(1) alcune testimonianze ci dicono vi fosse un'Abbazia basiliana probabilmente risalente al periodo di grande fioritura del monachesimo bizantino nella zona, tra l'VIII e il IX secolo (2) |
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L'insediamento di monaci asceti cristiano-ortodossi crea probabilmente le condizioni opportune per l'insediamento stabile di gente del luogo, che dall'Abbazia trae anche benefici economici.
Se dobbiamo credere alle notizie
riportate da alcuni studiosi della zona, la fondazione di S. Giovanni, uno
dei più antichi casali di Sambatello, avvenuta nell'area monastica,
potrebbe risalire all'iniziativa di qualche monaco asceta di quella
Abbazia e devoto a quel santo (3). |
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Sarei propensa a credere che il casale debba il proprio nome alla devozione del monaci ortodossi per quel San Giovanni Theristìs (Mietitore), di origine palermitana, vissuto nell'XI secolo presso il monastero basiliano a lui titolato nei pressi di Bivongi, la cui fama di santità al tempo raggiunge anche la corte del Conte Ruggero. In tal caso la fondazione di San Giovanni ricadrebbe in epoca normanna e sarebbe più tarda rispetto al primo insediamento stabile di Sambatello nel territorio d'influenza monastica. |