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Una comunità rurale nella storia reggina: il toponimo

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Il toponimo

Presumibilmente in età più antica con il toponimo di Calomèno si indicava una zona più vasta, che comprendeva non soltanto il vallone, ma anche l'area sovrastante il sito dove attualmente sorge il centro abitato di Sambatello e quella immediatamente sotto ad esso, detta la Motta Rossa, il cui toponimo ne tradisce l'antica origine latina (Roscia).

Si tratta di una zona a ridosso dei fianchi scoscesi di un contrafforte collinare dalla cima spianata ad un'altitudine massima di 60 metri, con accesso aperto da sud e reso praticabile da un sentiero tortuoso.

La cima di questo contrafforte anticamente era munita di due torri poderose, poste una a levante e una a ponente e comunicanti tra loro mediante una galleria sotterranea (4).

Il toponimo di Sambatello è, a tutt'oggi, incerto: una certa storiografia ipotizza la derivazione di tale nome da "S. Batello" abate basiliano di cui, in realtà, non si ha alcuna testimonianza fatta eccezione per la venerazione di cui anticamente sembra fosse fatto oggetto in un non meglio precisato monastero basiliano che si localizzava nell'immediato retroterra di Gallico (5).

Sambatello si trova dunque in un territorio nel quale è fiorito il monachesimo bizantino, come si evince dalla toponomastica delle contrade limitrofe ancora denominate "Trapezi" e "S. Maria di Mirtillis", di chiara origine basiliana (6).

In quest'ultima contrada si localizzava proprio una delle più importanti Abbazie basiliane della zona, dedicata a Maria, dove era venerata una statua in marmo giunta fino a noi e raffigurante la Madonna del Mirtillo, con pregevoli bassorilievi, che dal 1850 è conservata presso l'altare maggiore della chiesa Arcipretale di Sambatello (7).

Il latinista Giuseppe Pensabene, nei suoi studi sulla toponomastica e sul lessico reggino, propone il toponimo di Sambatello come un composto greco: il dorico sama (segno) al posto dell'attico  con il suffisso Tello (innalzo), nel significato di "alzo il segno"(8).

L'ipotesi dello studioso fonda anch'essa i propri presupposti sul forte radicamento nella zona della civiltà romaica, d'altra parte confermato dal rinvenimento nel 1944, in contrada Diminniti, di reperti archeologici risalenti all'età bizantina (9).

La toponomastica di Diminniti, anch'esso antico casale di Sambatello, sembra invece derivare da una contrada appartenete ad una non meglio identificata famiglia Minniti.

Un'ulteriore ipotesi fa derivare il nome Sambatello dal saraceno "ambatello" (piccola gola tra i monti), assai suggestiva .  

 

 SK

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