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Una comunità rurale nella storia reggina: i turcheschi

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Armate turchesche

  Letture

 

Le armate turchesche

Se i secoli successivi sono a tutt'oggi nell'oblio, sappiamo che la minaccia della pirateria si rinnova a Sambatello nel corso del XVI, quando le armate turchesche si danno alle più gravi razzie lungo tutti i litorali della costa reggina.

Per fronteggiare la nuova emergenza la città di Reggio si fa carico della spesa necessaria alla realizzazione nella zona di una torre di avvistamento.

La nuova struttura difensiva, situata presso Gallico e detta "Torre Regia della Guardia", rientra in un programma strategico di difesa fondato sul coordinamento tattico delle strutture difensive, che vede il nuovo fabbricato funzionale all'azione di controllo esercitata a

Reggio dalle strutture, a medesima tipologia realizzate nell'immediato sobborgo urbano e denominate di "Guglieri" e di "Pentimele" (14).

In caso di attacchi improvvisi i "cavallari", ossia i caporali posti al comando delle sentinelle addette alle torri, regolarmente stipendiati e provvisti di armi, sono tenuti a dare segnali con "fuochi e spari" Al momento in cui dalle torri partono " ... due colpi uno dopo l'altro di giorno" ogni persona che si trovi fuori dall'abitato è tenuta a rientrare immediatamente in esso.

Al suono dei tamburi tutti i maschi adulti devono " ... uscire armati... "  dalle case e ubbidire, “... a quanto sarà loro comandato dai capitani d'armi …”

 
 

Ulteriori misure di difesa preventiva sono adottate nei confronti dei "massari", destinati alla guardia del bestiame, e ai custodi delle greggi ai quali è posto l'obbligo delle armi e il divieto di pernottare nei luoghi vicini alle marine dal I° di maggio a tutto agosto, cioè, durante il periodo in cui il ciclo della "transumanza”  prevede la discesa a valle degli armenti (15).

La nuova strategia difensiva adottata a metà del Cinquecento dalla città di Reggio per proteggere i suoi abitanti e quelli del contado richiede un ingente sforzo economico per affrontare il quale i Sindaci della città, nel 1550, impongono la "gabella de' frutti, de' grani e de' legumi", la cui riscossione è affidata al concittadino Camillo Urso per l'ammontare di 2311 scudi (16).

L'ultima, e forse la più drammatica, scorreria piratesca nella zona di Sambatello risale al 1558 quando il capitano corsaro Samaj Rais con 96 galee, vedendo precluso l'approdo a Reggio presidiata dai cannoni, sbarca sulle marine di Gallico creando a lungo il panico tra la gente della zona compresa tra i litorali e Sambatello, ricadente all'epoca nella IX Circoscrizione (17).

 
 

 

 SK

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