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Una comunità rurale nella storia reggina: il sac Cagliostro

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  Don Mario Cagliostro u

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Il sacerdote Mario Cagliostro

Nel 1563 i Turchi, dopo aver messo a ferro e a fuoco le marine per cinque anni, risalgono il greto della fiumara di Gallico, saccheggiando e distruggendo S. Alessio d'Aspromonte.

Calando a valle con il bottino i Turchi tentano una sortita a Sambatello, fallita grazie alla strenua difesa degli abitanti del borgo e alla controffensiva messa a punto dai naturali secondo i metodi della guerriglia.

Difatti gl'indigeni, riunitisi in un consistente numero e con il contributo di uomini provenienti anche dalla vicina Gallico, stringono i Turchi nella gola denominata "Saracinò", situata in luogo assai prossimo all'abitato, e attuano un'azione continua di disturbo e di sfinimento protratta nel tempo.

Lo scontro finale avviene nei pressi del torrente "Saraceno " e si conclude con la distruzione dell'intera armata d'invasori.

In quella circostanza l'azione bellica è guidata da tal sacerdote Mario Cagliostro, detto "Prete Maio" e personaggio di rilievo nella zona.

Nato a Sambatello nel 1529, il Cagliostro indossa l'abito talare e la tonsura a Messina nel 1557 per ordine dell' Arcivescovo di quella città, Cardinale Mercurio e ottiene dallo stesso la "dispensa a celebrar la messa" per un difetto ad un braccio ed ad una mano (18).

Di lui sappiamo che è un sacerdote ribelle e particolarmente combattivo, morto a Napoli il 1 febbraio del 1612 in età assai avanzata e dopo aver imparato a leggere e a scrivere (19).

Nel 1594 il Cagliostro sostiene i Reggini nella lotta contro le armate del sultano ottomano Amurat III fornendo uomini e ogni genere di aiuto.

In quel frangente le armate turchesche sono comandate dall'ammiraglio "Hassan", detto anche "Sinan Cicala" dal nome originario di battesimo Scipione Cicala, rinnegato messinese artefice nel settembre di quell'anno del saccheggio e dell'incendio di migliaia di edifici cittadini.

Le drammatiche conseguenze della sua azione sono causa della decisione, presa nello stesso anno dal Viceré conte di Miranda, di spostare da Reggio la Regia Udienza, dopo soli dieci anni dal suo insediamento (20).

La comunità religiosa

Nel 1599 la comunità di Sambatello possiede un'Arcipretura curata, di antica fondazione e titolata a S. Michele Arcangelo, con sede nella chiesa di S. Maria delle Grazie o della Visitazione.

Alla fine di questo stesso anno Monsignor D'Afflitto la erige a Parrocchia, sovradotandola dei benefici di S. Maria di Mirtillis e di altre chiese limitrofe (21). Dall'Arcipretura di Sambatello dipende anche la chiesa di Diminniti.

Per ordine dello stesso Mons. D'Afflitto, in visita pastorale a Sambatello il 24 aprile 1595, un cappellano, al tempo nella persona del siciliano Don Vincenzo Condilia, ha l'obbligo di celebrare la santa messa ogni domenica e nei giorni festivi e, a giorni alterni, anche durante la settimana (22).

 

 SK

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