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Una comunità rurale nella storia reggina: perdita della demanialità

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I nuovi casali

Con l'avvio del XVII secolo il progressivo diradarsi delle incursioni barbaresche induce gli abitanti della borgata di Sambatello a riabitare le falde collinari prospicenti al mare, dove è possibile impiantare le colture redditizie del gelso.

A quest'epoca risale. la nascita dei nuovi casali di ''Troncavito" (appoggiato al " tiruni") e di S. Biagio che, insieme a S. Giovanni di Bruzzano e a Diminniti ricadono sotto la giurisdizione del Governatore di Reggio.

Come parte integrante del territorio demaniale di Reggio, la borgata di Sambatello gode di tutti i privilegi e le immunità della città e, al tempo stesso, va soddisfacendo la domanda del mercato cittadino mediante una produzione agricola specializzata che favorisce un rapporto città­campagna di tipo moderno, suscettibile di positivi e ulteriori sviluppi.

Perdita della demanialità

Pur tuttavia la demanialità della zona di Sambatello viene bruscamente a cessare nel 1638 quando il deficit che penalizza il regio erario induce la Corona, il 9 marzo di quell'anno, ad alienare le terre di Sambatello, costituite al tempo dai casali di San Biagio, Santa Domenica, S. Giovanni e Diminniti, a Don Vincenzo Carafa, duca di Bruzzano.

La somma richiesta per la vendita, pattuita tramite il Procuratore del duca, tal Magnifico Bartolomeo d'Aquino, è pari a 52mila ducati.

La formula di alienazione è del tenore che segue: "... i mesi passati essendo state esposte venali diverse... [tra cui il ... casali della città di Reggio... essendo l'offerta tra le altre presentate per il Magnifico Bartolomeo d'Aquino sotto il 9 marzo 1638 per la compra del Casale con i suoi membri, la protesta, cognitione di prime e seconde cause civili, criminali e misti, mero e misto imperio... con la Mastrodattia e di dette seconde cause e con i confini... conformi (a)... quando se nominava la Motta Rossa... incominciando dal lito del mare del fiume Gallico, il quale termina il territorio di Fiumara del Muro et Calanna, e depoi circa un miglio più alto incomincia un vallone, quale viene dalla mano destra sotto la Chiesa di S. Costantino, et scende dal Castaneio, quale è il Convento  del  San  Francesco  d'Assisi, et tira  ad  altro vallone  de  detto

Castaneto insino alla fontana, et Portella della Rocca d'Annumerialias Chiarrello, vicino ad Urtì, et esce a'Zarinà, et scende a bascio a Santo Antonio vallone detto de Scaccioti, et per detto vallone de Scaccioti a bascio arriva al lido del mare, et marina marina se ne va al detto fiume di Gallico vicino alla Fontanella passata la Torre Regia della Guardia... essendo l'offerta fatta accettata per la Regia Camera al 18 di marzo con i confini che aveva per antica consuetudine... accesa candela davanti a S. Eccellenza il Regio Collaterale Consiglio, resta detto Casale e suoi membri al Magnifico Bartolomeo d'Aquino a ragione di ducati 52 il foco, giusta la numerazione da farsi, come per Decreto del 27 marzo 1638, dal quale Magnifico fu nominato in detta compra la persona dell'Ill. D. Vincenzo Carrafa, Duca di Bruzzano(23).

 La perdita delle terre di Sambatello, la cui florida economia agricola e la pratica dell'allevamento del baco e della trattura della seta rendono particolarmente appetibili, induce i Reggini ancora nel 1639 a protestare contro il Duca, diffidandolo dal prendere possesso di fatto delle stesse.

L'accesa protesta trova ragioni nel fatto che molte famiglie notabili reggine sono proprietarie di appezzamenti di terra dislocati nella zona di Sambatello e, pertanto, da tale alienazione subiscono un danno economico non trascurabile.

 

 SK

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