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Una comunità rurale nella storia reggina: decreto di prelazione

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Il decreto di prelazione della città di Reggio.

Queste stesse considerazioni probabilmente inducono la Corte, il 21 aprile del 1640, ad emanare un "Decreto di Prelazione alla città di Reggio, per il quale la città è stata preferita ad altri acquirenti"(24), che riserva alla città di Reggio il diritto di subentrare essa stessa al pagamento qualora, nel futuro, avesse voluto ritenere per sé tali terre (25).

Le proteste dei cittadini di Reggio non approdano ad alcun risultato concreto, vuoi per l'incapacità degli amministratori locali, vuoi per il malgoverno e la corruzione che regnano in città e che tolgono credito alle istanze di protesta provenienti da Reggio, discreditando l'operato degli stessi amministratori locali agli occhi della Corte napoletana di Filippo IV di Spagna.

Sta di fatto che la questione resta insoluta tant'è che, ancora nel 1640, la causa è impugnata dalla Corte viceregnale. Il Viceré, mentre invia a Reggio un corpo militare per calmare gli animi dei cittadini, al tempo stesso ordina al duca di Bruzzano di cedere a Reggio la terra in contenzioso.

In tal modo però la città, sia pur nelle condizioni di rientrare in possesso dei suoi antichi domini, è obbligata a rimborsare al duca l'intera somma precedentemente stabilita tra questi e il fisco regio per l'acquisto di dette terre.

La situazione deficitaria in cui versano al tempo le casse dell'Università reggina rende assai difficile per gli amministratori locali adempiere agli impegni presi.

A fronte dell'entità della somma da sborsare appare loro di gran lunga preferibile indebitarsi con la Corona, piuttosto che con la potente famiglia Carafa.

Pertanto, in considerazione del fatto che sui maioraschi vigeva la devoluzione al fisco in caso d'estinzione della famiglia che godeva il possesso del feudo, essi giungono alla risoluzione di intestare la baronia di Sambatello ad un privato cittadino, che rappresentasse la città agli effetti della legge.

La scelta ricade sul mastro Simeone Siclari, reggino e padre di numerosa prole maschile, al quale è intestato il titolo di barone di Sambatello.

L'atto di presa di possesso della Baronia di Sambatello da parte della città di Reggio risale al 3 maggio dell'anno 1640 ed è rogato dal notaio reggino Livio Laganà alla presenza dello stesso Sindaco di Sambatello, nella persona di Giovanni Paolo Cagliostro (26).

Nel prendere possesso della Baronia di Sambatello, al tempo costituita dai casali di S. Dominica, S. Giovanni, S. Biase e Diminnniti, i Sindaci di Reggio s'impegnano a pagare la somma prestabilita di 52 mila ducati in un arco temporale di cinque anni secondo il tenore e le modalità seguenti:

" ... in planitie della Madre Chiesa del casale i Magnifici Sindaci Francesco Spanò, Gaspare de Diano e Antonio Morisano, nobili della città, e il legittimo Procurato  Simeone Siclari mediante cui è stato fatta ... ratificazione...et anche Ill. Signore Don Antonio Coppula  reggino, nominato per utilità di queste terre,  Grande Portolanum della  Provincia di Calabria Ultra  delegato per Regia Camera Sommaria.... avendo la città di Reggio domandato di essere preferita nella vendita, essendosi  più volte trattato in Camera  e in Collaterale, (formulano)  i l seguente verbale... con riservarsi  [il duca] la giurisdizione che ha in virtù di amplissimi privilegi, e  possessione e il territorio che possiede in detto Casale, trasferendo alla Regia Corte la giurisdizione  solamente  che alla stessa  spetti sopra  tutto il  territorio fra i

descriti  confini ... [sic.]  nella  causa  tra  il Fisco Regio e  l'Illustre  Duca di Bruzzano emptore del casale nel numero di 1000 fuochi... Referente Magnifico Fabio Capricio Galeotta Regio Consiliario della Regia Camera Presidente e della causa Commissario, udite le parti, la vendita alle condizioni predette più quelle apposite della Regia Curia.... in osservanza della Regia Pragmatica ... come per Decreto del regio Primo Notaio Massimino Barbarus 9 novembre 1639;  l'Eccellentissimo D. Dux Medine della Torres, Principe Ostiliano e Dux Satriano, Viceré in questo Regno vende  e aliena in feudo a Simeone Siclari di Reggio il Casale trasferendolo  dal Duca di Bruzzano, con vassalli, vaxallorum e redditi, con fide fatta  anche dal Magnifico Alessandro Luciano officiale Maggiore

 

della  Regia Generale  tesoreria  e Casa Maggiore  di Reggio, ...  [per] la somma di 52 mila ducati da pagarsi alla regia Corte per li Banchi del Popolo promettendo la città di pagare ducati 52 mila ... secondo la seguente rateazione.. Ducati 40 subito e il compiuto tra 2 anni, senza interesse... (e secondo il seguente calendario):  il 26 novembre 1639 le partite una state fissate a Ducati 6350; et [il] 12 febbraio 1640 altri Ducati 11.500 per il Banco del Popolo; et [il] 4 successivo altri Ducati 13.950 per il Banco di Santo Eligio; et [il] 19 successivo altri Ducati 12.000 per il Banco della Pietà; et [il] 17 marzo 1640 altri Ducati 8.125 per il Banco della Pietà; et [il] 7 aprile altri Ducati 75 per il Banco di Santo Jacovo e Vittoria. " (27).

L'alienazione concerne non soltanto i casali, ma anche la Platea "in planitie" della Madre Chiesa di Santa Maria delle Grazie e della stessa Chiesa parrocchiale dell'antico casale di S. Giovanni.

Al momento dell'acquisto " ... per atto notarile rogato a Napoli per mano di notar Stefano Ferrigni in cura del Magnifico Notar Massimino Passeri della Regia Corte" è presente anche "L'illustre Abate Reverendo Francesco Antonio Capitignano", a tutela degli interessi ecclesiastici nella zona (28).

 

La risoluzione adottata dagli amministratori reggini d'intestare ad un privato cittadino la Baronia di Sambatello per ovviare alle difficoltà impellenti, si rivela un espediente di dubbia riuscita in considerazione dell'esosità delle condizioni imposte dalla Corte per il buon fine della faccenda.

Difatti una clausola allo strumento rogatorio prevede che la città di Reggio debba pagare alla Regia Corte l'aumento dei fuochi o famiglie eventualmente sopravvenuto nelle terre di Sambatello durante l'intero arco temporale previsto per il pagamento, alla ragione di 52 ducati per ogni famiglia in più rispetto alle 1000 famiglie registrate al censimento del 1638.

 

 SK

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