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Una comunità rurale nella storia reggina: le gabelle

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Il ricorso alle gabelle

A fronte dell'entità del debito contratto e della mancanza di liquidità, l'amministrazione comunale è costretta a ricorrere in misura crescente all'incanto delle gabelle civiche al miglior offerente, secondo una prassi adottata in gran parte delle municipalità calabresi ancora a partire dalla seconda metà dei '500 (30).

Sappiamo che nel 1644 a Reggio è posta a pubblico incanto e venduta a privati non soltanto la gabella sulla nuova raccolta delle sete, con esazione della stessa ripartita tra tutti i produttori dell'Università reggina, ma anche la cosiddetta "Universal esigenzaossia la nuova tassa governativa imposta dalla Regia Corte nel 1605  e che  colpisce non soltanto il  prodotto  finito, ma

anche le sete gregge, o crude, e le varie fasi di trasformazione del prodotto, quali la "crivellatura", la "scopinatura" e la "trattura" (31).

Il 5 maggio del 1644 i Sindaci di Reggio Giovanni Domenico Randazzo, Filippo Bova e  Gioanne Guarna riunitisi alla presenza del Cassiere municipale Giovanni Siclari alienano per pubblico incanto a Don Giovanni Angelo de Mari, salernitano ma residente in Sambatello, la generale esigenza sulle sete prodotte nella zona di Sambatello, per la somma complessiva di 6.450 ducati, con validità e decorrenza a partire dal mese di settembre del 1643 fino a tutto il mese di agosto del 1644.

L'atto di vendita è del tenore che segue:

"... per soddisfare li fiscali, Regio donativo e spese correnti e necessarie occorrenti di essa Università (di Reggio) al presente anno, come precedente conclusione ed assenso del Reggimento della città... si è portato in pubblico incanto nel piano della Matrice di detta terra, l'universale esigenza importante la somma i [sic.] ... di Ducati 6.450 da esigersi nella nuova raccolta di sete e altre della presente annata, ripartita tra tutti i particulari cittadini di detta Università conforme al libro o Cedola... si dovrà consegnare al suddetto esattore, loco per ultimo camparsi detto D. Giovanni Angelo e proferse per detta Universal esigenza a ragione di dieci

e aquile 9 e mezza per cento alla cui offerta s'estinse la candela e restò detta Universal esigenza ad esso D. Giovanni Angelo come ultimo licitatore e più offerente in beneficio di detta Università con obbligo di pagarsi contanti ducati 5,369 di detta moneta corrente... e li restanti ducati mille e 81 a compimento di detta intera somma se li fanno buoni per l'assenti e impotenti dell'Universal esigenza dell'anno "(32).

Veronica Aretini

 

 SK

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