Chiesetta di San Lorenzo Martire

 

 

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Memorie storiche dell'antica chiesetta

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Nino Calarco: webmaster,  ideaz., prog. - prof.ssa Veronica Aretini: autrice dei testi

 

Una fonte di dati storici inesauribile per chi voglia avventurarsi nel mondo religioso reggino dal 600 a tutt'oggi

 

Un'autentica esperienza cristiana

che si rinnova nell'odierna chiesa parrocchiale

del SS. Salvatore di Reggio Calabria

 

Per lo storico la rilevanza e l'autenticità di un luogo del culto derivano dall'intensità con la quale, esso stesso, si radica e si ramifica nella società civile.

In questo studio viene seguita la formazione di un rapporto plurisecolare di affiliazione comunitaria alla chiesa, attraverso l'attenta e puntuale ricostruzione dei momenti più significativi che segnano la storia del San Lorenzo Martire, chiesetta sorta agli albori del XVI secolo nell'antica contrada Borraci-Tremulini agli immediati sobborghi della città di Reggio Calabria.

La memoria storica di quest'antico edificio del culto, che si rinnova nell'odierna chiesa parrocchiale reggina del SS Salvatore, illumina su un'esperienza della più autentica religiosità popolare.

Ne emerge un bisogno di santità e una devozione al culto che ci riallacciano a una particolare idea di Dio, da cui deriviamo l'autentico esprimersi storico della fede popolare a Reggio.

Una dimensione umana che ha qualcosa di prodigioso, evidente in una Fede in Dio che passa attraverso le tragedie della storia e, nel buio della tempesta, riemerge inalterata e persino rafforzata.

Le evidenze etiche, entro cui si ricercano le tracce del comportamento e del modo di esprimersi dei reggini, ci appaiono come segmenti di una particolare idea del sacro e della religione che è nell'anima e nello spirito della città.

Il definirsi, nel tempo storico, del San Lorenzo Martire come espressione tangibile di cultura religiosa sub alterna - tra le più eclatanti per autenticità e vitalità - ci sembra stimolante e rafforza un'identità cittadina ancora in gran parte da riscoprire e salvaguardare.

PREFAZIONE

La chiesa parrocchiale reggina del SS. Salvatore è ubicata nel comparto di nord-est del sistema planimetrico urbano, ricadendo nel quartiere oggi generalmente denominato Caserta interessato da un sensibile processo d'espansione demografico edilizia soltanto a partire dagli anni '60 del nostro secolo.

Il sito dove sorge la chiesa si localizza nello slargo posto a diretto contatto, e in posizione quasi baricentrica, con la Via Caserta Crocevia divenuta oggi importante nodo cittadino di raccordo con le grandi direttrici stradali.

 La struttura edilizia è assai recente e risale al 1987, anno in cui hanno preso avvio i lavori di fabbrica. La Chiesa, nella sua compiuta realizzazione, ha incontrato una serie di lungaggini e i lavori d'ultimazione della fabbrica si sono conclusi dopo circa due anni. L'inaugurazione del luogo del culto, avvenuta l'8 dicembre del 1989, è stata presieduta informa solenne da Sua Eccellenza Monsignor Aurelio Sorrentino, nell'alta dignità ecclesiastica di Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Reggio e di Bova oggi conferita a Monsignor Vittorio Mondello.

Il nuovo edificio di culto, titolato al SS. Salvatore, esercita le funzioni parrocchiali per diritto da tempo acquisito e ha avviato l'esercizio delle pratiche religiose nel periodo di nomina del Rev. Parroco Don Santo Laganà. Attualmente l'istituto parrocchiale è retto dal Rev. Don Antonio Morabito, coadiuvato nel servizio religioso da alcune consorelle, alle quali è demandato anche l'incarico di svolgere le attività didattico-formative nell'annesso asilo infantile.

La ragione per la quale la Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore suscita il nostro interesse risiede nello stretto legame che intercorre tra questo recente luogo di culto e la chiesa baraccata di S. Francesco di Paola.

 Quest'ultima chiesa è sorta nel rione all'indomani della catastrofe del 1908, rinnovando tra i fedeli il ricordo di un segno tangibile di autentica pietà cristiana da tempo scomparso, qual’era la piccola chiesa del San Lorenzo Martire. L’antica chiesetta, risalente agli avvii del XVII secolo, abbracciava l’intera comunità di fedeli appartenenti all'odierno quartiere Caserta nel Seicento conosciuto come contrada di Borraci Domenico o Nicoletta e, dopo il 1908, come rione Borrace-Tre Molini, tra i più popolari dell'immediata urbana.

Pertanto l’attuale Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore, nel ravvivare tra i fedeli il ricordo di un antico luogo del culto dalle tracce indelebili nel vissuto della città, costituisce un importante punto di riferimento nel panorama storico-culturale reggino.

L'edificio religioso svolge oggi la funzione di riallacciare culturalmente i reggini al proprio passato, rievocando alla memoria un antico luogo della devozione popolare che è autentica espressione storica della Fede a Reggio. Si tratta, dunque, di un luogo depositario dell'esprimersi storico di religione e di fede, che affonda le proprie radici in una particolarissima concezione del sacro, fondata sul felice incontro tra elementi di razionalità e di irrazionalità.

                                                                                                                          

 

SK

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