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I coloni greci, provenienti dalle tante città greche, nel vasto quadro della colonizzazione della Magna Grecia, rimasti abbagliati dal colore biancastro della roccia, lo chiamarono Aspros (bianco).

Magna Silva fu invece il nome con cui i conquistatori romani denominarono tutte le montagne brettie dalla Sila allo Stretto di Messina (il Saltus Rheginus).

Nel 916, per la prima volta appare il nome Apromont o Asprominti con la Chanson de gestes, e più precisamente la Chanson d'Aspermont del ciclo carolongio che descriveva le eroiche avventure di Carlo Magno e dei suoi paladini contro i Saraceni di Agalante nei dintorni di Reggio.

Il massicio aspromontano geograficamente si presenta come un acrocoro a raggera, che manda in quasi tutte le direzioni i suoi contrafforti, caratterizzati da vertiginose depressioni, causati da una forte pendenza e dal breve percorso, tra la montagna e il mare, delle acque superficiali che incidono i fianchi della montagne, originando contrafforti ed enormi burroni.

L’Aspromonte occupa, con i suoi 2.163 Km/q, gran parte del territorio della provincia di Reggio Calabria (quasi il 75%).

 

E' più prossimo al Tirreno che allo Ionio, da cui rimane separato da una consistente fascia collinare di origine eocenica. Una serie di colline pedamontane, lo allontana dallo Stretto di Messina.

E’ caratterizzato da quattro serie di altipiani degradanti verso Ovest: da quelli di Zervo', Carmelia, Reggio, S. Agata, Schina', posti a 1200 m; a quelli di Solano e Zomaro (900 m); o di Melia e dei Piani della Corona (fra i 1550 e i 1650 m s.l.m.), agli altri più bassi di Matiniti ecc, intorno ai 300 m.  

Il suo centro geografico coincide con la Portella Materazzi (1885 m), mentre la cima più alta è quella di Montalto (1958 m).

 Fra le vette più alte: il monte Basilicò (1745 m), il monte Cannavi (1670 m), il monte Scirocco (1670 m), il monte Scorda (1572 m) ed il monte Micheletta (1507 m).

Il territorio Sud-orientale presenta panorami quasi selvaggi.

Con aride e slanciate guglie. Sulla costa tirrenica il paesaggio è più compatto, cromaticamente uniforme e meno brullo.

Stupendi scorci panoramici si aprono sulle azzurre acque del Tirreno come a Palmi, Bagnara e Scilla, dove il contrasto di colore tra mare e monti determina  scenari di alte suggestività.

 

 

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