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L'Aspromonte

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L’Aspromonte dei picchi scoscesi e quasi inaccessibili su cui spiccano da lontano paesini solitari ora arroccati e confusi con la roccia ora a formare il picco di un monte o abbandonati. Molti di questi ricordati da molti in uno dei più tristi episodi del Risorgimento italiano e da altri come il regno dei briganti che un tempo si annidavano tra le selve e le rupi o come la terra su cui l’uomo da sempre ha sostenuto per vivere una durissima lotta con una natura avversa e spesso crudele.

L'aspromonte è anche la terra dove il paesaggio naturale conserva la sua bellezza originaria, grazie alle distese di pascoli e alle grandi foreste, alle montagne coperte di neve o baciate dal sole. Tra le oscure foreste dalla rigogliosa vegetazione e le profonde valli dalla morfologia accidentata e convulsa è ancora oggi difficile inoltrarsi.

La necessità di tutelare e valorizzare l’incantato paesaggio, ma anche il patrimonio ambientale storico, culturale, folcloristico e archeologico e tutte le attività economiche e sociali conciliabili con la tutela, ha dato luogo, nel 1968, con la legge 503, al Parco dell’Aspromonte, che prevedeva l’inclusione delle proprietà demaniali dell’Aspromonte, nel Parco Nazionale della Calabria, per un’estensione di circa 2960 ettari.

Già da allora i forestali hanno cercato di impedire i tagli, i pascoli nei boschi e la caccia praticata per tutto il massiccio, ma non hanno potuto impedire la costruzione di strade, piste, sentieri carrabili, ripagati spesso dalla montagna con smottamenti, erosioni o catastrofiche frane.

Oggi il Parco ha raggiunto i 76.000 ettari e comprende 37 comuni salvaguardati dall’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte istituito nel 1994 anche allo scopo di incrementare il turismo e favorire l’occupazione, attraverso una stretta collaborazione con le Amministrazioni comunali, finalizzata alla valorizzazione di musei, chiese e strutture turistiche, anche attraverso finanziamenti statali e regionali ai Comuni in questione.

L’Ente è preposto alla redazione del piano e del regolamento del Parco, alla elaborazione del piano pluriennale di sviluppo economico e sociale, alla promozione dell’agricoltura biologica, al recupero dei nuclei abitativi rurali, all’attivazione di misure di prevenzione degli incendi, al rimboschimento.

Gli stessi abitanti del Parco ormai hanno compreso che l’Ente è una grande e irrepetibile occasione per migliorare la qualità della vita e lo sviluppo socio-culturale delle loro comunità.

Uno degli obiettivi primari dell’Ente è quello della promozione della ricerca scientifica legata alla vita del Parco.

A tal proposito ha instaurato rapporti di collaborazione con Università, istituzioni scientifiche e con le scuole, dove meglio si può realizzare uno dei compiti più sentiti dell’Ente: l’educazione delle nuove generazioni al rispetto e alla difesa della natura.

 

 

 

 

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