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castelli calabresi

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a cura di: Nino Calarco, webmaster,  testi;  Angela E. Calarco, committenza locale.

 

Roccella Jonica

Sull'alto costone roccioso di Roccella Jonica rimangono solo ruderi del castello costruito dagli Angioini, che comprendono una vasta zona detta borgo-castello.

Ai tempi degli Angioini, in virtù delle sue fortificazioni, era considerato un valido caposaldo difensivo.

Ebbe il riconoscimento di città dall'imperatore Carlo V.

Nel 1553 respinse validamente sia gli attacchi  del corsaro Dragut, ivi giunto con 150 navi, sia di Bascià Cicala nel 1594.

Il castello fu più volte ampliato, rimaneggiato e ristrutturato dai Carafa.

Del borgo-castello fanno parte, oltre al castello, una grande torre circolare di origine medioevale, un gruppo di case antiche e un recinto murario. 

Solo da poco sono terminati i lunghi lavori di restauro.

Nel 1962, quando oramai il castello era diventato uno sfasciume, scriveva Leonida Repaci; " .. Roccella .. col suo castello alto sulla rupe, prossimo a  disintegrarsi, a polverizzarsi sotto la stretta del sole, il morso del vento, il lupus del salino, la marea degli uragani .. Questo castello, che mostra nella sua struttura di fortezza e di sede principesca i segni dell'antica nobiltà, resistette ai pirati di Dragut ma nulla potè, e può, contro le ore che scorrono nel quadrante del tempo. Ora il palazzo dei Carafa è un cadavere calcinato dagli elementi, qualche cosa che, a ogni minuto, crepa si apre, sta a crollare. Diventato stazzo di pecore i pastori vi portan le greggi che, salendo l'erta, cercano qualche filo d'erba tra i sassi, e non trovano che la pietra nuda, liscia, consumata come un'antica medaglia".   (Leonida Repaci: "La piana di Locri: il silenzio della storia")

Del castello di Paola rimangono i ruderi del castello angioino-aragonese: una torre cilindrica su un bastione quadrilatero che domina l'abitato cittadino.

La torre cilindrica è da attribuire agli Angioini, mentre sembra chiara l'impronta aragonese e spagnola nelle successive fasi di ristrutturazione (nel Quattrocento Alfonso d'Aragona concesse a Paola il titolo di città), affidate ai feudatari Ruffo di Montalto e Spinelli di Fuscaldo.

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Il castello di Rende, di origine medioevale, più volte danneggiato e rifatto, conserva solo qualche originania linea nel cortile e nella facciata principale.

Oggi ospita il palazzo municipale.

Il castelletto di Riace, detto "castelletto di S. Fili", sito in posizione collinare, è una struttura difensiva del Cinquecento modificata a fini residenziali dai feudatari, oggi inserita da Legambiente nel gruppo dei monumenti italiani da salvare

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Gli avanzi del castello di S. Andrea sullo Jonio del XIV-XV sec. sono nella piazza della Chiesa matrice dove, tra l'altro, campeggia la Torre dell'Orologio.

Fu feudo dei Ruffo di Catanzaro e successivamente  dei Toraldo, Borgia, Ravaschieri, Pinelli,  Pignatelli di Belmonte.  

La vasta mole del castello di Carlo V domina Crotone. Si tratta di una costruzione massiccia a pianta pentagonale, tipica federiciana, con cinque torri circolari e tracce di fossato.

La fortificazione, edificata sul sito dell'antica acropoli, fu voluta nel 1541 da don Pedro di Toledo, viceré di Napoli, impegnato in un programma di difesa costiera delle principali città del Sud d'Italia.

E proprio al fine di ottenere i materiali edili necessari per realizzare questo castello e la grandiosa cinta muraria di Crotone, fu demolita una precedente fortezza del IX secolo.

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L’imponente castello S. Lorenzo del Vallo vanta un passato di spiccata vocazione difensiva.

Sono evidenti le modificazioni e gli ampliamenti apportati nel Settecento e nell'Ottocento.

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 La Torre

Il castello di S. Marco Argentano fu edificato, intorno al 1050, su un impianto preesistente, da Roberto il Guiscardo chene fece la sua residenza e la base principale da dove mosse per la conquista della regione a partire dal 1054.

Delle costruzioni militari normanne, resta in piedi la cosiddetta Torre Normanna, una grossa costruzione cilindrica alta 18 metri e rifatta probabilmente nel Quattrocento.

Al castello nel periodo aragonese, vennero aggiunti altri elementi, come la torretta quadrata d'ingresso ed il ponte levatolo.

Il castello di Saracena del XIII secolo,venne passato di volta in volta a vari feudatari e presenta parti realizzate nel secolo XVII utilizzando il tufo.

Un palazzo sei-settecentesco è stato aggiunto al corpo originario dagli ultimi feudatari.

Cronache dell'epoca lo descrivono molto grande e maestoso con sale dorate e torri grandiose .Vi era persino una stalla : cioè uno smisurato locale per i cavalli del Duca feudatario adornata di specchi.

Saracena

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Del castello normanno di Scalea, ricostruito in epoca angioina prima e in epoca aragonese poi, sono rimasti ruderi di torrette, di baluardi e del mastio centrale.

Sulla spiaggia, di un'isoletta, vi è una torre costiera detta Torre di Talao, probabilmente rimaneggiata su un originario impianto di epoca romana.

Il castello e la torre di Scalea furono attaccati, nel 1522, dal celebre corsaro turco Dragut.

Il castello di Strongoli  venne edificato al tempo di Giustiniano sulle rovine dell'antica città. Ha subito numerosi rifacimenti dal trecento al settecento; presenta una pianta quadrilatera con torri angolari di origine normanna.

Il castello appartenne, nelle varie epoche, ai Sanseverino, ai conti Melfi Campitelli ed ai Pignatelli.

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Del castello di Terranova di Sibari rimangono  avanzi del castello medioevale, quali la torre quadrata risalente al secolo XIV.

Del castello medievale di Villapiana rimangono una torre rotonda e parte della muraglia merlata, un'alta torre quadrilatera con finestre e feritoie.

 Sono presenti anche elementi in tufo.

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