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castelli calabresi

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Amendolea: Il castello (foto Maurizio Marzolla)
Ad Amendolea, paese situato nella zona centrale dell'area grecanica di Reggio Calabria, distante 5 chilometri dal mare, sulla sinistra del fiume Alece, a quota 352 m., sorgono le imponenti mura di una fortezza medievale.
Le origini sono incerte. Gli studi circa le tecniche di costruzione degli elementi più antichi, lo fanno risalire al periodo normanno, mentre altri al periodo bizantino.
La rocca, in posizione strategica dominante, è stretta attorno da muraglioni di cinta, di largo spessore, amalgamati alla roccia e rotti a metà altezza, per una sicura demolizione avvenuta.

Pare, infatti, che verso il 1230, Federico II dispose l'abbattimento dei castelli, compreso quello di Amendolea, le cui mura mostrano un vero e proprio martellamento.

Più tardi, ci dovette essere una ricostruzione delle mura diroccate, perché vi si notano delle sovrastrutture più recenti.

Queste nuovi muri lunghi circa 800 metri, infatti, differiscono dai fabbricati della torre centrale per stile e per epoca di costruzione.

Il Castello, anche se costituito da un aggregato di abitazioni civili costruite in diverse epoche, era  abbastanza compatto.

Amendolea: Il castello -La torre spaccata

Su tutto si erge la grande torre-mastio completamente spaccata in due parti in seguito al sisma del 1783; tale lesione la percorre in verticale: dalla merlatura sino alla base, tanto da essere denominata la "torre spaccata".

Accanto si evidenzia una grande sala rettangolare con  finestre esterne e,  addossati a questa, ruderi di altri ambienti.

Essendo il castello un aggregato di più parti e per di più costruite in diverse fasi e in epoche diverse, la parte più antica del castello sembra essere riscontrabile nella torre quadrangolare accanto alla grande sala.

Essa è riconducibile alle prime fortificazioni normanne.

Oggi rimangono solo due lati, mentre gli altri due emergono appena dal terreno.

In una seconda fase, riconducibile intorno al XIII - XIV  sec., è stata costruita dal lato est un'altra torre  a tre piani.

Al piano terra è visibile una cisterna per la raccolta delle acque piovane; al secondo piano vi era la cappella riscontrabile per un'abside con un arco a sesto acuto, una finestrella centrale e da tracce di affreschi; il terzo piano, diviso da un solaio in legno, aveva una nicchia con finestra sulla parete est ed un sedile.

Nella stessa fase è stata costruita la grande sala rettangolare su due piani: il piano superiore comunicava con la cappella della torre tramite un portale ed era dotata di cinque finestre molto grandi; il piano inferiore, parzialmente interrato, era illuminato da aperture  ricavate sopra la linea di terra.

 
 

Sempre in questa fase si può datare la costruzione della grande torre centrale che si innalzava su tre piani: il piano terra non aveva aperture. La torre aveva una copertura ed era merlata.

Al primo piano, era situata la porta di entrata: la luce vi penetrava da una grande finestra ornata da una doppia ghiera di mattoni. 

La torre era tramezzata da pavimenti lignei come si evince dagli incassi praticati lungo le pareti per la sistemazione delle travi.

 In questa fase sono stati aggiunti gli edifici più  residenziali tipici della raggiunta agiatezza, infatti nell'angolo ovest della terza torre si nota un grande caminetto, segno di una certa ricchezza.

In una terza fase successiva venne aggiunto il muro poligonale di Nord-Est , il muro esterno e quelli sul lato ovest di esiguo spessore.

 

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