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Letture: Amendolea |
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Una tradizione è rimasta tra quella gente: quella dell'esistenza dei folletti, delle magare e dei lupi mannari. Infatti si dice che un tempo i nonni, tremanti, raccontassero ai nipoti che i morti, certe notti, si confondevano coi viventi. Il racconto è antico e si tramanda da padre in figlio. Narra, infatti che dal cimitero di Amendolea, fuori le mura, una turba di morti, precedeva, sul ritmo di un lamento funebre, invocante un ricordo e una preghiera, un altro corteo di morti, in silenzio. |
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Tutti insieme, portavano davanti il loro cocente affanno, e a tergo la carcassa del morto. E sul dorso non avevano né bende né cenci. Sicché questo macabro spettacolo di morti ambulanti, che discendeva e risaliva la strada di Amendolea, aveva su di sè lo scheletro, posteriormente, e la carne nuda, sul davanti. Era una teoria lunga e dolorante, che scuoteva i nervi e faceva impazzire. Il lamento (detto « liti » grec. lité = lamento) fa riflettere per il contenuto e per l'impressione che desta., per l'immagine reale delle calamità, che ci opprimono; per il cumulo di affetti, che legano la morte alla vita e viceversa: |
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