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Nino Calarco, webmaster, Ideaz., progettazione, testi; Angela E. Calarco, committenza locale |
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foto Maurizio Marzolla |
Nei pressi dell'odierna Motta San Giovanni, rimangono i ruderi di una notevole fortezza, le cui mura recingevano la sommità di una collina, già di per se difficilmente raggiungibile. Essa costituisce un raro esempio di complesso militare normanno-angioino Tale posizione naturale rendeva questa fortezza inespugnabile. Alcuni studiosi ritengono che essa sia stata costruita dagli Angioini. Secondo una tesi più accreditata, invece, pare che il kastron venne costruito dai bizantini durante l'ultimo periodo della loro dominazione e cioè tra la seconda metà del X secolo e i primi decenni dell'XI. |
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Sicuramente fu ristrutturata e ampliata dagli angioini poichè essa era ritenuta un punto strategico per il controllo dell'ampio tratto dello Stretto di Messina che va da Taormina sino a Capo d'Armi e da qui fino a Reggio. Nel febbraio del 1283, "il fatto che Reggio avesse aperto di buon grado le porto a Re Pietro, fece si che man mano gli si rendessero senza difficoltà le prossime castella di SantAniceto ..."(1) |
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Nel 1444 venne presa e distrutta dal duca Alfonso di Calabria, con un tradimento, dopo averla inutilmente assediata per lungo tempo. In seguito a tale distruzione la fortezza non venne più utilizzata. Particolarmente evidenti sono: l'unica porta di accesso, protetta da due torri normanne a base quadrata ben conservate; la torre-mastio quadrangolare situata al centro di un muro di sbarramento che divideva la parte bassa della fortificazione in due parti e che, nel corso di un attacco nemico, rappresentava un secondo fronte di difesa qualora fosse crollato il primo; infine un terzo recinto difensivo con un edificio residenziale, collocato nel punto più elevato del colle, collegato mediante un muro alla torre-mastio. Nella parte centrale del complesso si trovano dei resti murari di un grande edificio e , accanto a questo, i resti di un luogo di culto del X - XI sec. identificabile nella chiesa della SS, Annunziata dove ancora permangono tracce di affreschi bizantini. |
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Bibliografia 1. D.Spanò Bolani- Storia di Reggio Calabria, stab, tip. la voce di Calabria, 1957 |
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