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La Catona di Dante |
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La
Catona di Dante
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Il sommo Dante, nel suo capolavoro, nel canto VIII del Paradiso, fa menzione di Catona scrivendo: «e quel corno d'Ausonia che s'imborga di Bari, di Gaeta e di Catona da ove Tronto e Verde in mare sgorga ... ». Cercheremo di spiegare perché il poeta volle immortalare Catona nella sua opera. La storia ispiratrice è quella di Carlo Martello, figlio primogenito di Carlo II d'Angiò e di Maria, figlia di Stefano V d'Ungheria, nato molto probabilmente nel 1271, incoronato re d'Ungheria nel 1291 succedendo allo zio Ladislao IV. Carlo Martello, morì però prematuramente nel 1295 senza poter essere incoronato re di Napoli. |
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Tuttavia ebbe modo di conoscere bene queste terre, perché per alcuni anni tenne il vicariato del Regno. Dante ci informa che questo Regno di Napoli, è visto come un triangolo i cui punti estremi sono costituiti da Bari (a est), da Gaeta (a ovest), e da Catona (a sud). Sapendo inoltre quanto era importante Catona a quel tempo, apparirà chiaro, come Dante volesse riferirsi alla nostra cittadina e non a Crotone come alcuni pensarono. |
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Era Catona infatti la punta estrema del Regno e non Crotone, ed era proprio Catona il teatro delle operazioni militari durante le guerre tra Angioini e Aragonesi. Inoltre bisogna dire che non a caso il Poeta ha usato un vocabolo anziché un altro. Infatti (imborgare) in questo momento, ci informa Zingarelli, a parere di molti critici significa: Castello, fortezza, ricordando che Catona era un tempo una roccaforte grande quanto Bari e Gaeta. |
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SK |
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