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Letture: Carlo V a Catona

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Carlo V a Catona, Fiumara, Sinopoli e Seminara

 Al ritorno della vittoriosa campagna militare nord'Africana, conclusa a Tunisi il 4 luglio 1535 con la disfatta delle forze turche, Carlo V,  il 20 agosto dello stesso anno, approdava a Trapani.

Il viaggio nei territori del regno di Napoli era giustificato dal desiderio dell'Imperatore di far la conoscenza con i temibili e potenti feudatari del reame, infatti, in quel periodo, questi territori attraversavano un periodo di calma e prosperità.

Da Trapani, attraversando l’isola aveva visitato le città presenti sul suo percorso concludendo il viaggio isolano a Messina, da dove si apprestava allo sbarco in Calabria.

Narra Gregorio Rosso nei suoi "Giornali" che appena venne pubblicato il bando della visita dell'imperatore "ognuno cossì in pubblico come in privato fè apparecchio a riceverlo con la maggiore dimostrazione di allegrezza che posseva".

Verso la fine di ottobre con un tempo eccezionalmente bello, Carlo V, a bordo della galea reale, seguita da un gran numero di vascelli, varcava lo Stretto di Messina e sbarcava a Catona, iniziando così il suo primo e unico viaggio in Calabria.

Qui erano presenti a riceverlo ventuno eletti: sette nobili, sette onorati, sette popolani, con il capitano d'armi Paolo Ruffo, conte di Sinopoli, assieme al Governatore e tutti i magistrati della città nonché tutta la nobiltà reggina con il Sindaco Matteo Geria e il celebre Bernardino Molizzi, uomo di feconda oratoria, ad impetrar favori, ma anche per pregare l’imperatore di passare qualche giorno nella loro città.

Non è certo che l’imperatore vi andò.

Secondo alcuni storici vi andò, come Spanò Bolani il quale afferma che nel viaggio era accompagnato dallo stesso sindaco, il quale camminando a piedi gli teneva la staffa del cavallo; mentre altri negano tale visita. R. Cotroneo precisa che i cronisti di quel tempo lo negano.

Secondo gli storici che affermano la sua presenza a Reggio, pare che Carlo V abbia trovato la città poco difesa data la sua posizione, inoltre "seppe che più volte nel giro di pochi anni il corsaro Barbarossa aveva messo la città a sacco e fuoco, ed impartì perciò opportune disposizioni e che fosse provveduto con urgenza al ripristino delle fortificazioni, i quali, malgrado tutto, non vennero iniziate che diversi anni dopo".

Da Reggio, Carlo V passò a visitare Fiumara di Muro poichè questa munitio optima, dal X secolo, era stata il miglior caposaldo contro la dominazione saracena in Calabria.

Ora si era rivelato il più formidabile baluardo contro le incursioni turchesche, grazie alla sua organizzazione militare e al suo castello che a quel tempo apparteneva al conte Paolo Ruffo di Sinopoli.

Infatti proprio in quel castello era stato organizzato quel piccolo esercito di armati agli ordini del Ruffo, che aveva ricacciato in mare i corsari del Barbarossa, sbarcati, nel 1533, sulla spiaggia di Catona.

In questo castello, Carlo V, si fermò a pernottare, intanto che il seguito e la scorta militare giungeva da Messina.

Il 3 novembre 1535, Carlo V, dopo aver visitato alcuni paesi interni, partì alla volta di Sinopoli attraversando i Piani della Melia e il passo di Solano. A Sinopoli fu ospitato dal conte Paolo Ruffo nel suo palazzo, di cui oggi resta solo qualche muro diroccato.

Il Giorno dopo da Sinopoli, Carlo V, passò a Seminara ospite del Duca Spinelli.

 

Bibliografia

Gustavo Valente, Calabria Calabresi e Turchestelli nei secoli della pirateria, ed. Frama's, Chiaravalle, 1973.

Caterina Iero, Meraviglioso Aspromonte, Laruffa ed., Reggio Calabria.

Fulvio Mazza (a cura di), Reggio Calabria, storia, cultura, economia, Rubbettino ed., Soveria Mannelli, 1993.

Domenico Spanò Bolani, Storia di Reggio Calabria, La voce di Calabria, Reggio Calabria, 1957.

 

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