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Letture: Il palazzo reale

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Sappiamo con sicurezza che sorgeva in una contrada che ancora oggi si chiama Palazzo (evidentemente nell'arco dei tempi, a forza di dire andiamo al Palazzo, tutta quella contrada, che era abitata in prossimità dello stesso, ne conservò il nome).

Quando sostenevamo queste cose, dialogando con molti amici, abbiamo trovato qualche incredulo su questo argomento del Palazzo di Carlo I.

Possiamo tranquillamente dire che l'esistenza del Palazzo, è ampiamente  documentata, e  che  quindi  non  si  tratta  di  nostre supposizioni, ma semplicemente ed esclusivamente di prove storiche che abbiamo reperito durante le nostre ricerche, che sono cominciate grazie all'interesse del dottore Agostino Spinella, nostro concittadino e da sempre attento studioso della storia di Catona.

E' certo che Carlo I vi soggiornò con tutta la corte per molti mesi. Da Catona il re diresse le operazioni militari e governò durante questo soggiorno il suo Regno.

Nei «Regesti» di Carlo I d'Angiò infatti, che sono conservati in copia conforme, all'Archivio di Stato, nel fare l'elenco dei Castelli della Calabria nel 1275 si parla di un Castello a Catona, riferendosi certamente al famoso Palazzo.

Negli stessi registri a tal proposito si legge: "Mandatum pro Nicolao ludicis Peregrini, mil., castellano Palatii Catone, de riparazione parci dicti palatii. Reg. 1271 f. 239".

C'è da capire che il re diede mandato a questo Nicola Pellegrino, di riparare, forse curare il parco del Palazzo. Leggiamo anche che Carlo d'Angiò nominava un suo cortigiano, certo Ugolino Flamingo, custode del suo Palazzo in Catona. Ed ecco il testo: «Hugolino Flamingo, vallecto suo, custodiam palatii sui Catone committit. Reg. 18, f. 192».

Inoltre nel periodo in cui Carlo jr. era vicario del Regno, sempre nei registri leggiamo: "Il principe Carlo, Vicario del Regno, al Secreto di Calabria, affinché faccia eseguire le necessarie riparazioni al real Palazzo di Catona, sotto la direzione di maestro Rinaldo, custode dello stesso Palazzo. Reg. 13, f. 174".

Come si evince da queste prove storiche, il Palazzo Reale di Catona era una realtà: "Catona seu palazzo", "lo palazzo della Catona".

Abbiamo accennato che si trovava proprio in quella contrada ancora oggi chiamata Palazzo.

Dove fosse ubicato precisamente è presto detto.

Sulle vecchie mura portanti del Palazzo reale di Carlo d'Angiò, in seguito è stata costruita la casa dei signori Ranieri, di cui oggi non è rimasto se non qualche segno, ma tale da farci ritenere che il Palazzo fu proprio in quel posto, da dove si aveva una nitida visione dello Stretto e, quindi, di Messina.

E fu proprio in quel Palazzo che la notte del 6 novembre 1282 vennero trucidati assieme a molti civili, il conte d'Alansone, nipote di Carlo I, e i suoi soldati.

 

 

 

 Sk

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