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San Francesco

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     - Il palazzo reale

     - La torre di Catona

     - San Franceschello

     - Carlo V a Catona

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Catona, fu una cittadina conosciuta anche per un grande miracolo, per essere stata scelta dal Cielo ed essere meta di Francesco da Paola e spettatrice ignara di un prodigio.

La storia è presto raccontata, secondo le testimonianze rese al famoso «Processo Calabro» dai testimoni oculari del fatto.

Nel 1436 Francesco da Paola fondava l'Ordine dei Minimi, approvato una prima volta dal Papa Sisto IV con bolla del 19 giugno 1473 indirizzata al Vescovo di S. Marco e una seconda volta con bolla del 27 maggio 1474 diretta al Santo e ai suoi Frati.

Il miracolo avvenne però prima che la regola venisse riconosciuta ed approvata dalla Chiesa.

Francesco infatti, grazie all'approvazione dell'Arcivescovo di Cosenza, aveva iniziato la costruzione del Convento di Paola e già in molte altre terre della Calabria si procedeva a costruirne altri.

Persino da Milazzo arrivò l'invito al Santo affinché si recasse in quel paese per inaugurare l'apertura di una casa dedicata al suo Ordine.

Così nella metà del marzo del 1464 Francesco decise di partire per Milazzo facendosi accompagnare dai frati Paolo Randacio da Paternò e Giovanni da San Lucido.

Il viaggio fu fatto a piedi attraverso le strade di quel tempo.

Con certezza si sa che i pellegrini passarono da Tropea senza fermarsi poi salendo lungo il torrente Bormaria e la montagna del Poro, arrivarono a Zaccanopoli dove si rifocillarono presso la casa di certo Mazzeo Pasqualino. Attraverso la Piana arrivarono a Ionadi dove si fermarono in casa Carlizzi.

Il primo aprile di quell'anno dopo aver attraversato Terranova di Oppido e l'Aspromonte giunsero il 3 dello stesso mese a Catona.

Era allora Catona una fiorente e conosciuta Cittadina di mare e dal suo Porto continuamente partivano barche dirette a Messina.

Proprio in quel momento ne era pronta una già carica, di proprietà di un certo Pietro Colosi.

A questi il Santo si rivolse per essere accompagnato dall'altra parte.

Voglio riportare per intero quel colloquio, proprio come venne testimoniato al Processo Calabro dal teste n. 9 certo Pandolfo Bocone di Serrata e dal teste n. 22 Bernardino de lo Vanaro.

«Et cum essent apud Catonam dictus beatus Pater dixit cuidam nomine Petro Colosa, patrono cuisdam cymbae sen barchae, quae vehebat in Siciliam lignamina ad usum barillorum pro saliendis piscibus, ut pro caritate vellet eum vehere Messinam, Siciliae civitatem».

Alla richiesta del Santo il Colosa rispose: «Solve mihi, monache, et ego te veham».

Ma Francesco non portava soldi e rispose: «Te l'ho chiesto per carità, perché non abbiamo neppure un soldo».

E il barcaiolo: «Se non hai denaro, io non ho barca per te».

Questa risposta non turbò affatto il Santo che si ritirò in preghiera, quindi stese sulle acque il mantello, ne alzò un lembo che appoggiò al bastone e sotto gli occhi stupiti dei numerosi presenti vi salì e miracolosamente senza affondare scivolò leggero verso Messina.

La storia del fatto miracoloso fece il giro del Regno e arrivò in ogni luogo, tanto che Catona divenne meta di continui pellegrinaggi, e i suoi stessi abitanti cominciarono a venerare il Santo Francesco da Paola, più di ogni altro.

Nel luogo da dove il Santo partì per Messina non c'è più il mare. Il tempo ha fatto in modo che da quella parte si ritirasse. Né esiste più il famoso porto distrutto dagli eventi sismici che si sono susseguiti e mai più ricostruito per l'incuria di molte generazioni.

Esiste però a testimonianza nei secoli in un giardino, vicino all'attuale «Villaggio Svizzero» un cancelletto e una statua in pietra del Santo, mentre domina i flutti.

Venne in quel punto eretta nel 1722 da un certo padre Grido, per essere memoria di un miracolo tanto grande da essere paragonato solo a quello di colui che in altri tempi aprì il Mar Rosso per farvi passare il Popolo di Dio.

Col tempo per colpa dell'incuria e del poco rispetto per un fatto storico e religioso che avrebbe dovuto renderci orgogliosi, si è consentito che proprio in quel luogo, che per anni fu meta di pellegrini e di numerose scolaresche, si costruisse una villa e diventasse proprietà privata.

In seguito fu costruita una chiesa, poi un Convento ed anche una Congrega.

 

 

 

 Sk

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