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Le più belle chiese della Calabria

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Nino Calarco: webmaster, ideaz., progettazione, testi, fotografia

 

Gioacchino da Fiore, tra il 1186 e il 1188 salì sui monti della Sila, assieme a un confratello, al fine di trovare un luogo idoneo dove fondare un suo cenobio.

Dopo aver abbandonato un primo luogo perchè non soddisfaceva le sue esigenze. Nel 1189 stabilì il suo cenobio, nella località Iure Vetere, vicino al fiume Arvo.

Dopo la sua morte, un incendio distrusse completamente il cenobio. Il suo successore, Matteo, con enormi problemi, nel 1215 decise di erigere il nuovo monastero su un costone roccioso tra la confluenza del fiume Neto con il fiume Arvo.

Attorno a questa nuova costruzione durante il XV secolo sorse l’abitato.

La nuova chiesa abbaziale, terminata di costruire attorno all'anno 1230, nonostante le manomissioni e le alterazioni, è uno degli edifici più interessanti della regione. 

La facciata della chiesa è a capanna.

La porta principale è situata nella parete occidentale, presenta una forma ogivale con una strombatura a tre fasce, ma risulta quasi irriconoscibile in quanto a causa di un incendio, la pietra si annerì e gli spigoli e le rotondità dei profili si sgretolarono.

L'interno è a una sola navata con pianta a croce latina, ma anche qui ha subito consistenti rifacimenti che hanno alterato il fascino della costruzione.

Le cappelle laterali, a due campate con volte a crociera, si concludono in absidi rettangolari coperte anch'esse da una volta a crociera.

L'abside principale, quadrata, che sporge all'esterno su quelle laterali è coronata da un'alta volta a crociera.

La sua parete orientale è fortemente articolata con una serie di finestre di forma diversa attraverso le quali penetra la luce del sole, rendendo al mattino le superfici dei muri quasi trasparenti .

All'altezza dell'altare si aprono tre strette finestre a sesto acuto. Nella lunetta situata al di sopra, stanno, quasi come pianeti intorno al sole, tre piccole finestre quadrilobate con una centrale esalobata.  

Nell'austera cripta, ricavata sotto la crociera, l'abside centrale e la cappella laterale di destra,  (sec. XIII), a cui si accede tramite una ripida scala in pietra, dove, fino a qualche tempo fa, erano stati conservati i resti dell’abate Gioacchino, oggi trasferite nella cappella laterale della navata.

 
 

Al di sopra delle tre finestre a sesto acuto corre sul cornicione un corridoio di comunicazione che è una singolarità architettonica delle chiesa florense: il doppio piano delle cappelle laterali separate.  

L'unica differenza tra le cappelle inferiori e quelle superiori sta nel fatto che in queste ultime le absidi hanno le volte a botte, mentre le cappelle vere e proprie presentano un soffitto piano.

I primi restauri furono avviati nel 1929 dal Galli e continuati poi nel 1948, 1970 e conclusi nel 1989, anno in cui è stata riaperta al pubblico.

 

 

 SK

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