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Chiese Calabresi: Altomonte

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 Nino Calarco: webmaster, ideaz., progettazione, fotografia

 

Il tempio è uno dei più interessanti esempi di architettura gotico-angioina della regione.

Infatti "Altomonte conserva (questo) gioiello del gotico calabrese, sia pure un gioiello d'importazione, giacchè alla sua costruzione contribuirono, certamente, maestranze francesi e senesi"

Fu fatto costruire nel 1342 dal principe Filippo I Sangineto, conte di Altomonte, allora al servizio dei d'Angiò di Napoli e nipote di San Tommaso d’Aquino per parte di madre. 

Il conte doveva essere un raffinato signore esperto dei costumi e delle civiltà di Francia e di Toscana, ove spesso lo chiamavano i suoi affari.

Lo stesso Clemente VI, che teneva molto al principe, emanò cinque bolle per l’edificazione della chiesa.

  Nel 1444 un suo discendente, Pietro Antonio Sanseverino, donò ai domenicani la chiesa e il museo con tutte le opere d’arte che i Sangineto avevano ad essa destinato. 

Nel 1866, con la soppressione del convento, le opere d'arte subirono per decenni scorrerie ladresche. Solo di recente sono state sottratte all’incuria ed esposte nei rinnovati locali dell’ex-convento. 

La chiesa è stata recentemente restaurata. Presenta un'ampia navata alta e solenne.

Essa all'origine sarebbe dovuta sorgere nello stesso luogo di una chiesa normanna. 

Il complesso murario della facciata ha conservato le linee originarie, ed è diviso in due zone da un cornicione disposto orizzontalmente.

Di grande effetto è il rosone di oltre sette metri composto da sedici colonnine

La sua posizione occupa quasi interamente la  zona superiore della facciata, tutto racchiuso da una cornice.

Il portale è formato da un arco a tutto sesto, delimitato superiormente da un sottile architrave decorato che è incassato nel timpano al cui centro è posta una minuscola Madonna. I battenti sono in legno, riccamente intagliati e costituiscono una notevole testimonianza dello sviluppo dell'artigianato locale. 

All'altezza della cella campanaria, dalla parte della facciata, si trova una grande bifora, le cui aperture a sesto acuto sono arricchite da trifore ornamentali a trifoglio. 

Gli accessi alle singole cappelle sono squadrati e si susseguono irregolarmente. 

All'interno si trovano i monumenti funebri Filippo Sangineto (1377) opera di Tino Camaino; del figlio Ruggero, di Filippo II; sul pavimento una tomba risalente al 1447 ricoperta da una lastra di marmo su cui è scolpita la figura della contessa Cobella Ruffo; un affresco raffigurante la Madonna, realizzato subito dopo la costruzione della chiesa, e alcune tavole in rilievo. 

Le opere esposte nel museo, ricavato dai locali dell’ex-convento, sono state sistemate in sei sale, seguendo  uno  schema temporale.

 Le prime tre sale  sono  dedicate alle opere dei secoli XIV-XVI e comprendono: una tavoletta di "San Ladislao" di Simone Martini  (1326); la tavoletta con "San Giovanni e Santa Maddalena", "Sant’Agostino e San Giacomo" di Bernardo Daddi (1328); "San Marco" e "San Giovanni Evangelista" sono presenti, inoltre, due lastre di alabastro, in stile gotico, di un atelier francese del 400, e altre opere minori.

Nelle altre tre sale sono esposte le opere dal XVII al XIX sec. e comprendono: "San Giovanni Battista", tela di ignoto (sec. XVII); "Il crocifisso parla a San Tommaso" di G. Castellano; altre opere minori e, inoltre, intagli lignei e paramenti sacri.

 

 

SK

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