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Chiese della Calabria: Pizzo (VV)

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  Nino Calarco, webmaster,  ideaz., prog., testi, fotografia

 

   

Ad un miglio a nord di Pizzo un giorno verso la fine del '600 una nave sballottata da una forte tempesta naufraga e i marinai che formavano l’equipaggio fecero voto davanti a un piccolo quadro della Madonna di Pompei, protettrice dei marinai napoletani, che si trovava sulla nave, che avrebbero costruito dedicando un luogo sacro alla stessa Madonna se questa li avrebbe protetti e salvati.

I marinai trovarono salvezza su una spiaggia a nord dell’abitato di Pizzo alle cui spalle vi era una collinetta di tufo.

Gli stessi marinai mantennero la promessa e in quella collinetta di tufo scavarono una grotta ricavandone una chiesetta sul cui altare fu posto quel quadro che gli stessi marinai avevano portato con loro.

Successivamente sono stati aggiunti un romitorio e una piccola torre in cima alla quale è stata messa la campana della nave naufragata, datata 1632, recuperata in mare da marinai di Pizzo.

La chiesetta a quel tempo in luogo solitario custodiva l’immagine della Madonna scampata al naufragio che gli abitanti del luogo chiamavano “’a Madonneja” (la piccola Madonna). In breve divenne luogo di culto molto amato dalla popolazione non solo di Pizzo ma anche dei paesi limitrofi

Per molto tempo la chiesetta rimase così fino a quando, tra l’ottocento e il novecento, un artista locale, Angelo Barone, con un lavoro durato molti anni ingrandì la grotta e scolpì “direttamente nel tufo centinaia di statue grandi e piccole che raffigurano episodi della storia sacra, del Vangelo e della vita dei santi”(1).

Il lavoro di Angelo venne poi continuato dal figlio Alfonso, che “dedicò gran parte della sua vita alla chiesetta, popolandola con altre ingenue figure di tufo che si uniscono a formare una sorta di straordinario presepe attorno all’immagine della Madonna”(2).

Continuò l'opera di Alfonso il nipote Giorgio, seconda metà degli anni '60, tornato appositamente dal Canada dove risiedeva.

“Nella grotta scavata nella roccia, le stalagmiti sono state scolpite e sono diventate colonne della chiesa o statue di santi .... una serie di arcate e pilastri naturali, dove si intravedono conchiglie e valve di molluschi, separano le diverse cappelle e grotte, che ospitano un presepe ...”(3)

Le pareti della grotta trasudano acqua che si raccoglie con quella sorgiva di una miriade di micro laghetti presenti in ogni angolo della grotta.

I raggi di luce che penetrano dalle piccole finestre della facciata e dalle minuscole fessure fra la roccia creano straordinari e suggestivi giochi di luce che si insinuano tra le tante statue immerse nella semioscurità e nei locali della grotta e riflessi dall’acqua che trasuda dalle pareti.

“L'interno della Grotta rappresenta un risultato di notevole suggestione: angeli e santi in preghiera che assumono colori diversi a seconda del tempo, dell'ora, delle condizioni del mare...”(4).

Carmensissi nel suo “libro stilla rivelazioni dei messaggi nascosti della chiesetta di Piedigrotta … nella quale ogni pietra, ogni linea, ogni apertura ha un significato da scoprire ...”(5).

Incuria e l’abbandono fino a pochi anni fa hanno favorito una fatale azione di disfacimento. I gruppi scultorei si sono sgretolati anche a causa della salsedine del prospiciente mare che si insinua  all'interno e agli agenti atmosferici.

Da qualche anno l’ingresso è a pagamento e speriamo che questa raccolta di questi fondi serva a recuperare, poco a poco, qualche pezzo in disfacimento della chiesetta.

Ogni anno il 9 luglio si celebra la Messa per la ricorrenza della Madonna delle Grazie, a conclusione di un pellegrinaggio. Inoltre il 23 giugno ha inizio una novena.

 

Bibliografia

  1. TCI, Calabria dal Pollino all’Aspromonte, le spiagge dei due mari, le città, i borghi arroccati, Turing ed.

  2. TCI, op cit.

  3. Giuseppe Ortolano, 1001 cose da vedere in Italia almeno una volta nella vita, Newton Compton ed, Roma, 2013

  4. Enzo Le Pera, gli artisti della Calabria, Pellegrini ed. Cosenza;

  5. Pino Aprile, Giù la mani dal Sud …., Ed Piemme, Milano, 2011;

 

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