|
|
 |
|
Percorrendo una rapida stradina
scoscesa e sterrata, dopo circa 20 km. oltre San Luca, si raggiunge il
santuario della Madonna "della Montagna" di Polsi, uno dei più suggestivi
della regione, collocato ai
piedi
del Montalto nel cuore selvaggio dell’Aspromonte.
Certamente la bellezza della montagna
rende ancora più affascinante il luogo.
L'origine del Santuario risale al
periodo bizantino.
Corrado Alvaro,
nativo di San Luca, lo fa risalire all'anno
"millecento"
e aggiunge
"E' un convento basiliano ... uno dei pochi che
rimangono ancora in piedi nelle Calabrie".
|
|
|
Nel 1144 lo stesso
Ruggero
il Normanno lo arricchì con laute donazioni.
Abbandonato dai bizantini nel 1481 in
seguito alla soppressione del rito greco, venne distrutto dal terremoto
del 1628 e riedificato nel 1736-37.
Dopo il terremoto del 1783,
con l’istituzione della Cassa Sacra fu spogliato degli oggetti preziosi.
Il tempio è abbastanza semplice con
copertura a capanna e il campanile affiancato. Scrive Corrado Alvaro:
"... Il
campanile col suo cappello a cono come se stesse a guardia di se
stesso ..."
L’altare maggiore,
consacrato in seguito alla ricostruzione del 1737, accoglie la veneratissima Madonna della Montagna scolpita in pietra di Siracusa
risalente al 1560.
|
 |
|
 |
|
Scrive
Corrado Alvaro:
"La madonna é opera siciliana del secolo XVI,
scolpita nel tufo e colorata, due occhi bianchi e neri, fissi che
guardano da tutte le parti ...
Questa madonna non ha nulla di dolce,
bensì d'imperioso, nessuno può muoverla dalla sua nicchia senza
che avvenga il terremoto, e per poterla portare in processione ... se
n'è fatta una copia, ma più leggera ...".
Infatti il conte di Sinopoli, nel 1831,
commissionò un’altra statua della Madonna della Montagna che, oggi,
si trova nello stesso santuario.
La leggenda sulla fondazione di Polsi
narra di un pastore il quale aveva smarrito un torello e, dopo tre
giorni di ricerche, lo ritrovò inginocchiato davanti ad una croce, che
lo
stesso animale, poco prima, aveva
estratta dal terreno scavandola con le corna.
(La croce greca, proveniente da Messina,
si
fa risalire al periodo bizantino. Adesso
è
custodita nel tempio in una teca d’argento del 1632).
|
|
|
Ruggero
il Normanno, trovandosi a passare in quella zone, decise di
costruire una chiesa sul luogo del ritrovamento dove, in
seguito, apparve la madonna, la quale manifestò la volontà che in quel
luogo si costruisse un tempio in suo onore.
Un'altra
leggenda si rifà a
San
Silvestro narra, infatti, che l'Imperatore Costantino,
colpito dalla lebbra, per essere guarito, mandò i suoi soldati a
cercare il papa Silvestro, il quale viveva da eremita in una grotta
dell'Aspromonte.
Quando questi lo trovarono il papa espresse loro il suo desiderio prima di essere riportato a Roma,
e cioè di
poter rivedere tutto l'Aspromonte che tanto amava perché il luogo così
genuino e lieto lo aveva fatto arrivare a Dio ed essere Beato.
|
 |
| |
Girando
per i boschi arrivò nella valle dove, parecchi secoli dopo, sarebbe
sorto il monastero e il santuario di Polsi e lì nascose la suo oggetto
più caro e prezioso: una croce di ferro davanti alla quale si era
soffermato a lungo a pregare nella grotta in cui viveva.
Infine il papa tornò a Roma e l'imperatore, una volta guarito, diventò cristiano.
Più
tardi, quando la Madonna volle, la croce in ferro fu trovata dal torello e
in quel luogo fu costruita una bella chiesa con il convento accanto.
Queste leggende attirano ogni anno
migliaia di fedeli che continuano a innalzare le loro preghiere in onore
della Madonna. |
|
Fino ad un passato recente il
pellegrino era solito trasportare un sasso,
proporzionatamente alle sue forze o alla sua
volontà, e lo deponeva in un mucchio a sconto di peccati, testimone muto e rozzo
di una fede ingenua e sincera.
Più spesso i penitenti percorrevano a piedi scalzi
lo scosceso viottolo pietroso che portava al santuario come pegno di qualche
grazia richiesta o già ricevuta.
Queste usanze, con la costruzione della strada
rotabile, sono ormai quasi del tutto scomparse o, addirittura, dimenticate . |
|
| |
|
|
|
|