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Immersa tra agrifogli secolari, giganteschi faggi, querce e castagni enormi, avvolta nel silenzio, la Certosa di Serra San Bruno è il primo convento certosino in Italia e secondo di tutto l'ordine.

Infatti Bruno, dotato di grande misticismo, rimase attratto dalla verde ed alpestre valle per il suggestivo silenzio del luogo, immerso in una densa boscaglia, la cui struttura geografica le appariva molto somigliante a quello da cui proveniva, la certosa di Grenoble.

La certosa fu fondata da San Bruno (Brunone) su un terreno donato dall’amico Ruggero il Normanno intorno all’anno 1091. Iniziò con una chiesetta circondata da misere case fatte di fango legno e argilla.

Lo stesso conte Ruggero provvide a laute donazioni in terreni e mezzi a cui seguirono altri donativi che furono in prosieguo di tempo concessi da personaggi prestigiosi del potentato locale, tra cui molti principi di sangue normanno.

Quando egli morì nel 1101, le celle erano in avanzato stato di costruzione e furono poi completati dal nuovo priore, Lanuino, discepolo di San Bruno. 

Con il passaggio all'Ordine Cistercense, nel 1195, si ha una fase di decadenza in cui i baroni del tempo approfittarono dell'occasione per operare la spoliazione del patrimonio della Certosa. Nel 1484, ritorna all'ordine Certosino.

In seguito, con la canonizzazione di Brunone da parte di Leone X e il recupero dei beni consentirono un opera di restauro e ampliamento.

La Certosa, originariamente, era stata costruita in stile gotico e restaurata verso la fine del 500  su un probabile progetto del Palladio.

Il terremoto del 1873 distrusse quasi completamente il complesso.

Dell'originaria struttura sono rimasti solamente pochi resti tra cui: la cinquecentesca cinta muraria a pianta quadrilatera, la parte inferiore della facciata di ordine dorico, una parte del chiostro rettangolare seicentesco, con al centro una fontana, la facciata rinascimentale della chiesa e il vecchio cimitero dei certosini.

Per un secolo vi furono solo brevi rientri dei certosini alternati a lunghe vacanze che consentirono alla popolazione civile di effettuare veri atti di vandalismo, in cui andarono perdute opere d’arte e parte della ricca biblioteca.

Durante la ricostruzione il complesso edilizio venne demolito contro il parere di molti altri che ritenevano possibile il recupero mediante un'accurata ristrutturazione.

Nel 1860 Garibaldi mutò in bene comunale la fabbrica certosina che fu acquistata dall'Ordine per 25.000 lire. Sugli antichi edifici prese posto la nuova certosa progettata dall’architetto dell’Ordine.

La nuova Certosa ha invece forme gotiche. All'interno si possono visitare solo alcune cappelle e la chiesa dove sono situate le statue di marmo, mentre, nel baldacchino sopra l'altare maggiore della chiesa si trova un busto reliquario in argento di San Brunone, il fondatore della Certosa e una tela seicentesca raffigurante S. Francesco di Paola.

Oggi nella Certosa, vivono pochi frati dediti alla preghiera e al lavoro.

Fino a qualche tempo fa, al grande complesso, potevano accedere solo gli uomini in conformità alle regole certosine, poi, pochi anni fa (1994), in occasione dell'apertura del Museo della Certosa, che si trova ubicato all'interno dello stesso complesso, è stato consentito l'accesso anche alle donne.

In realtà è  improprio definirlo Museo, perché non si tratta di un esposizione di documenti e di opere relative alla Certosa, ma, principalmente, di una serie di informazioni sul monastero, sulla vita dei monaci, ecc.

 

 SK

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