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Le chiese più belle della Calabria: Staiti

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 Nino Calarco, webmaster, ideaz. realizz., testi, fotografia

 

L'abbazia è situata in una verde valle, nei pressi del fiume "Pantano Piccolo", a pochi chilometri da Brancaleone. Fa parte del comune di Staiti.

La chiesa venne rivelata dal grande archeologo Paolo Orsi nel 1914.

Poco si sa circa il toponimo, percorrendo i secoli si incontrano diverse testimonianze che, comunque, rispettano in qualche modo la stessa radice.

 Per cui nel 1050 troviamo "Trighecta, ta, chorion"; nel 1275 "Abbas sancte Mariae de Traiecto"; nel 1310 "Abbas S. Mariae de Tricco; nel 1457 "..Sanctae Marie de Tridecto"; nel 1604 "... S. Maria di Tredeti".

L'atmosfera misteriosa e sacra che avvolge il luogo della basilica pervade l'animo del visitatore e lo induce a meditare.

L'origine è avvolta nel mistero. Le prime notizie che la riguardano risalgono al secolo XI e attendibili fonti attribuiscono la sua edificazione all'epoca bizantino-normanna. Presenta un'architettura che non trova riscontri nell'intera regione

L'Abbazia fu una importante comunità monastica sia per il numero dei monaci, sia per le concessioni fatte dai normanni, sia per l'attività religiosa, culturale e morale svolta in quella ricca contrada.

A testimonianza di ciò intorno al 1060 il conte Ruggero I ha fatto devolvere parte delle rendite dell'abbazia al Capitolo del Duomo di Bova.

Più di una volta fu soggetta a ispezioni papali al fine di correggere i costumi dei monasteri che si erano allontanati dalla regola di San Basilio.

Il monastero basiliano-normanno nel 1458 fu abitato da un abate, di rito latino, che aveva una concubina.

Tale abate a dispregio dell'abito talare, conduceva una vita dispendiosa sfruttando i beni abbaziali.

Dal 1607 fu aggregata al vescovado di Bova.

Sorprendente è la struttura architettonica:" S. Maria de Tridetti è una basilica a tre navate non molto grande (15,60 x 10,30), il cui transetto sporge lateralmente oltre la larghezza della parte longitudinale e la cui abside centrale solo a motivo del suo maggiore semicerchio sporge un poco rispetto alle absidi laterali...". Essa è fiancheggiata da due colonne di cotto con capitelli ionici marmorei capovolti, sicuramente provenienti dai templi dell'antica Locri .

Questa parte è la meno danneggiata.

"... Solo la parte centrale per quanto consente di giudicare lo stato attuale della costruzione, era alleggerita da una piccola finestra circolare.

Al di sotto dell'orlo del tetto, come pure su ogni lato dei due quadrati del tamburo su cui si imposta la cupola, compare un ulteriore elemento strutturale... il semiarco spezzato...

La massiccia struttura cubica sembra quasi gravare sul piccolo interno della chiesa e l'angolosa pesantezza dei tamburi l'avvicina molto alle torri quadrate protoromaniche.

 

Le pareti esterne della parte longitudinale sono articolate con arcate cieche al di sopra di un breve zoccolo nei cui timpani si alternano in alto finestre con nicchie di uguale grandezza; su entrambi i lati... si apre uno stretto ingresso secondario".

La facciata, così come gran parte della struttura, mostra in modo evidente il segno dell'incuria a cui è stata sottoposta fino a qualche anno fa, quando è stata dichiarata monumento nazionale e quindi sottoposta a restauro.

Davanti all'entrata si notano ruderi sparsi che forse costituivano il monastero.

 

 Sk

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