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I comuni della Calabria |
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Nino Calarco: webmaster, ideaz. prog. testi, fotografia - con la gentile collaborazione di Erminia Di Lorenzo |
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Quadro ambientale u |
Con Morano si è già alle falde del Pollino, cioè dalla parte centrale e più alta del rilievo che separa la Calabria dalla Basilicata. Il versante che si affaccia sulla Calabria declina rapidamente, spoglio e con vasti coni di deiezione sulle conche di Morano e di Castrovillari, mentre più dolcemente digrada il versante che si affaccia alla Basilicata. La montagna culmina in tre vette dirette da nord-ovest a sud-est: la Serra del Prete alta 2186 metri; il monte Pollino di 2248 metri e la Serra Dolcedorme, che raggiunge la massima altezza della catena e dell'intero Appennino meridionale: 2272 metri. |
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Il complesso montuoso è costituito di rocce calcaree triassiche, cui si sovrappongono in parte calcari grigi e neri. giurassici e liassici. I fenomeni carsici sono molto diffusi in tutta l'estensione del gruppo, mentre nel Pollino e nella Serra Dolcedorme si trovano tracce glaciali, consistenti in circhi, con laghetti e piccoli apparati morenici. La vegetazione è scarsa a sud, più abbondante a nord, con castagni e poi faggi dagli 800 ai 1800 metri. |
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Sino alle vette le conifere sono rappresentate dal pinus leucodermis e dai 2000 metri in su troviamo una zona, unica nell'Appennino meridionale, di vegetazione alpina con specie proprie o rare. Il clima è in genere rigido e notevole è la piovosità. Le nevi permangono nelle zone alte del Pollino da ottobre a tutto giugno. Queste costituiscono una riserva d’acqua durante la stagione secca alimentando numerose fiumare e lo storico Coscile. La viabilità lungo le valli che solcano il Pollino fino ad alcuni decenni fa era quasi inesistente vi era una strada alpestre che, frequentata in estate dalle greggi, congiungeva le valli calabresi del Coscile con quelle del Sinni in Basilicata attraverso il passo del Gandolino, che si trova ad un’altitudine 1.625 metri. |
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A cominciare dagli anni settanta, con l’avvento dell’autostrada che attraversa questo territorio interponendosi tra i grossi centri di Castrovillari, Mormanno, Morano e le falde del Pollino, anche la viabilità minore si è molto sviluppata. E’ da tenere presente che anche le dimore umane stabili sono quasi assenti dai 700 metri in su, così che oltre Castrovillari e Cassano troviamo pochissime località importanti. La maggiore è Morano, nella zona montuosocalcarea settentrionale situata nell'alto bacino del Coscile. |
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La superficie territoriale del comune, di cui Morano è l'unico centro, è occupata per più della metà da boschi e pascoli montani e si svolge sul fianco meridionale del monte Pollino e nella conca di Campotenese, che per la sua configurazione e la presenza delle acque del Coscile rende possibile la maggior parte delle coltivazioni. Le principali produzioni agricole sono l'olio e il vino, molto sviluppata è poi la pastorizia. Morano sorge a 694 metri di altitudine, sopra un alto sperone roccioso che scende a picco sulla vallata del Coscile, ed è caratterizzato da un fitto abitato a forma di pina, che culmina con i resti castello normanno. 3 |