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  I mammolesi sono stati sempre un popolo religiosamente molto devoto.

I suoi monasteri sono stati sempre guidati da grandi religiosi, basta solo ricordare San Nicodemo, monaco fondatore dell'omonima Abbazia.

La stessa cittadina è ricca di belle chiese, alcune, nonostante distrutte più volte dai tanti sismi che si sono succeduti nel corso dei secoli, sono state sempre ricostruite e rese più belle di prima.

Oggi le chiese presenti sul territorio di Mammola hanno un notevole interesse storico, artistico, culturale e religioso come: la chiesa Matrice risalente al XII sec.; la Chiesa della SS. Annunziata del XV sec.; quella della Madonna del Carmine e di San Filippo Neri, sempre dello stesso periodo, mentre quella di San Giuseppe, di più piccole dimensioni, risale al XVII sec.

La grangia basiliana di San Biagio

La sua fondazione risale al X sec., si trova tra il fiume Chiaro ed il Torbido. Nel 1586 fu ampliamente rimaneggiata dal Cardinale Carafa  che ha dedicato il tempio a San Nicodemo.

Infatti quando i monaci di rito greco, nel 1501, abbandonarono il monastero sul monte Kelleramo si portarono dietro le reliquie di San Nicodemo sistemandole proprio in questa Grangia.

Nel 1783 la grangia venne danneggiata dal terremoto e fu in quella occasione che le reliquie di San Nicodemo furono traslocate nella Chiesa Matrice dove poi sono rimaste, anche se in seguito le strutture edilizie vennero ricostruite.

In questo convento il monachesimo basiliano, sotto la guida di uomini di chiesa illustri come Barlaam di Seminara, divenuto poi maestro del Petrarca, Apollinare Agresta, nativo di Mammola, Abate Generale dei Basiliani, aveva raggiunto una tale importanza da essere uno dei punti di riferimento culturale, morale e religioso della Calabria.

La chiesa dell’Abbazia, a navata unica, conserva ancora un bellissimo altare ad intarsi marmorei.

Sopra l'altare vi è una tela raffigurante il Santo con l’abito Basiliano;  nella cappella di sinistra si trova un prezioso dipinto del pittore mammolese Valerioti che raffigura l’Annunciazione; l’acquasantiera è attribuita alla famiglia degli scultori Gagini.

La chiesa Matrice

Di questo tempio non è nota l'esatta data di costruzione, ma sicuramente risale al periodo bizantino-normanno.

Presenta una pianta a croce latina deformata. Nel XVI sec. è stata riedificata in stile rinascimentale a tre navate. E' una delle chiese più grandi della Provincia di Reggio Calabria.

Al suo interno si trova la Cappella di San Nicodemo, patrono di Mammola, dove sono conservate le sue reliquie dentro un’urna di bronzo.  

Nella stessa cappella vi è una statua e un busto dorato del Santo, quest'ultimo donato dal Cardinale Carafa (XIX sec.), all’interno del quale è conservato il cranio di San Nicodemo.

 Un'altra Cappella di particolare interesse è quella della Vergine del Rosario, la cui statua è vestita con un abito lavorato in lamè con ricami in filamenti d’oro.

La Cappella, in stile barocco, è impreziosita  dall’altare in marmo intarsiato.

Nella Chiesa sono presenti varie opere del pittore Nik Spatari e alcune tele del Girosi, di scuola napoletana. Inoltre vari dipinti di autori ignoti, decorano le pareti del tempio.

La chiesa dell'Annunziata

La chiesa risale al XVI sec., è in stile Barocco. Più volte danneggiata  dai terremoti, venne sempre ricostruita mantenendo le sue forme originali.

La facciata, elegante e sobria, è caratterizzata da due campaneletti.

L’interno, a navata unica, conserva la statua dell’Annunciazione, quella di San Cosimo e Damiano e quella di Santa Rita; l’altare in marmo intarsiato è sovrastato da un magnifico dipinto del Valerioti e da una tela del Mazzola.

La chiesa di San Filippo

La data di costruzione di questa chiesa risale al 1621. Presenta un'unica piccola navata a struttura semplice.

All'interno del tempio sono conservate le statue di San Filippo Neri e di San Sebastiano.

Le pareti interne sono decorate da tre pregevoli opere in olio su tela di cui uno attribuito alla scuola del Caravaggio.

La chiesa di San Giuseppe

E' una chiesetta di dimensioni piuttosto ristrette, risale, come si può rilevare dal portale  d’ingresso in granito, al 1728.

Riuscì a resistere ai tanti sismi che si sono succeduti nei secoli scorsi per questo motivo ha sempre sostituito le altre chiese demolite o danneggiate in attesa di ricostruzione.

All'interno si trova la statua di San Giuseppe artigiano.

 

 

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