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Comuni della Calabria: Urbanizzazione |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia - Veronica Aretini: testi |
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Urbanizzazione u
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Nel corso del ‘500 Monteleone conosce un intenso e vivace rinnovamento edilizio-architettonico, che trasforma il borgo medievale in città moderna (1). Ancora nel XIII secolo il centro aveva visto sorgere la sede dei Francescani Minori Conventuali, fondazione cui aveva fatto seguito, nel corso del XV secolo, la sede dei Domenicani. Al Cinquecento, invece, risalgono i conventi degli Osservanti ( Santa Maria di Gesù, del 1533), dei Cappuccini dell’Annunziata (del 1534), più tardi trasferitisi nella città alta e dei Carmelitani (del 1544). |
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Anche il Conservatorio dello Spirito Santo risale a quest’epoca ( 1579), mentre la fondazione del monastero delle Clarisse nel Borgo avviene alla fine di questo secolo(1594). Il potenziamento urbano prosegue anche nel corso del Seicento, quando all’espansione edilizia si devono iscrivere le fondazioni del convento dei Minimi all’Affaccio (1605), del monastero di Santa Croce (1612), dei conventi degli Agostiniani decalceati (1619) e dei Minori Riformati (1621), più tardi divenuto Liceo Filangieri (2). Pertanto nel ‘600 la città accoglie nei siti e lungo i più importanti e prestigiosi fronti stradali le sedi d’istituzioni sacre e le dimore civili del ceto emergente. |
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Essa, nell’offrire il respiro prospettico di piazze-sagrato agli impianti dei Regolari, che sono distribuiti secondo un criterio gerarchico correlato all’importanza ed al ruolo assunto dalle stesse case religiose, evidenzia una calibrata distribuzione delle sue emergenze architettoniche. In questo particolare contesto urbano appare evidente la posizione di rilievo che assume il Collegio gesuitico, che è realizzato nella parte più antica della città medievale e moderna, dove nel passato erano sorte le sedi dei Francescani Minori e dei Domenicani. |
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La posizione di rilievo che in città viene ad assumere il Collegio dei Gesuiti dipende non soltanto dall’adeguato sostegno economico di cui i padri qui si avvalgono, ma anche dalla cultura che si respira in un centro come Monteleone che, al tempo, ha già aggiornato la propria immagine di borgo medievale in termini architettonici cinquecenteschi. Difatti il complesso gesuitico si colloca accanto al qualificato protocinquecentismo mormandiano del San Michele, non lontano dall’area più alta del Borgo coi Palazzi Marzano e la casa Crispo che, demolita nel 1810, si collocava nel “borgo delli Suriani” (3). |
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All’indomani dell’espulsione tanucciana, l’ex-collegio gesuitico diviene, fin dal 1768, sede delle Regie scuole che, dopo il 1783, sono affidate ai P. P. Basiliani del monastero di Cao in Sant’Onofrio. Divenuto poi sede del Collegio vibonese, dall’Unità ad oggi ha ospitato la sede di più istituti d’istruzione (4). |
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NOTE
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