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La Costa Viola geograficamente si identifica con la fascia costiera che inizia dal comune di Villa San Giovanni e termina  col territorio del comune di Palmi, in provincia di Reggio Calabria.

Altri, invece, indicano il comune di Reggio Calabria come punto d'inizio, lato sud, della costiera.

Il termine ebbe origine da Platone che, navigando intorno alle coste della Calabria sarebbe rimasto colpito dalle varie tonalità del colore violaceo di questo paesaggio al tramonto.

Ben quattro comuni si affacciano sulla Costa Viola: Villa S.Giovanni con le sue frazioni di Pezzo, Cannitello, Porticello; Scilla; Bagnara Calabra con le frazioni di Marinella e Porelli; Palmi con la frazione di Taureana.

Questo tratto di mare possiede: le più belle coste della regione ricche di scogli anfratti  e grotte;  le più belle spiagge, incastonate  come gioielli nelle montagne, le quali in alcuni tratti scendono ripide sul mare, mentre in altri  i costoni aspromontani indietreggiano rispetto alla battigia consentendo così la

 
 

formazione delle tipiche spiagge della Costa Viola; un fondale marino con un ecosistema ancora intatto che rappresenta una risorsa ambientale di notevole importanza; un panorama ineguagliabile con l'imbocco nord dello Stretto di Messina tra  Capo Peloro, la punta più a nord della Sicilia e la mitica rocca di Scilla.

Nei giorni limpidi si possono vedere in lontananza le sagome delle Isole Eolie.

Su questo tratto di costa, nel corso dei secoli sono sorte numerosi miti,  leggende e racconti alcuni dei quali risalgono alla notte dei tempi.

I pescatori dei villaggi della Costa, nel periodo che va da aprile a tutto luglio, sono  particolarmente impegnati nella pesca del pescespada, resa leggendaria dai molti racconti.

 Il pescespada detto «Xiphias Gladius», il gladiatore dei mari, può raggiungere i quattro metri di lunghezza e 2-4 quintali di peso, non è dotato di denti ma la mascella superiore si prolunga con una spada aguzza robustissima e tagliente che costituisce la sua micidiale arma, di difesa, di offesa e di ... caccia.

 
 

E' proprio in questo tratto che le montagne della Calabria si interrompono bruscamente in più punti a causa di fratture geologiche formando incredibili pareti che piombano quasi verticalmente sul mare rendendo evidente quella separazione violenta del continente dalla Sicilia  attribuita generalmente ad un terremoto di grande intensità che in epoche geologiche relativamente remote originò lo Stretto di Messina.

La toponomastica di Reggio (Calabria) infatti sembra derivare dal greco "Reghion" che significa appunto "strappo o schianto".

 

 

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