www.maridelsud.com

Esponenti della letteratura vernacola calabrese

t Home|Index|Foto u

Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia

 

 Biografia e Opere u

 Candidoni RC

 

Tra i maggiori autori e studiosi del dialetto e delle tradizioni calabresi troviamo il prof. Rocco Giuseppe Tassone, nato a Candidoni (RC) nel 1961, residente a Gioia Tauro, docente titolare di Scienze Naturali presso il Liceo Classico di Cittanova.

Il Tassone vanta numerose opere di poesia, teatro ed etnografia religiosa calabrese edite in vernacolo.

Il dialetto delle opere di Tassone è prevalentemente "u candidunisi", quello parlato a Candidoni, ma si serve spesso anche di altre versioni parlate nei tanti paesi della grande Piana di Gioia Tauro.

Scrive Francesco Chirico in Calabria Sconosciuta "... quando ama servirsi del dialetto per una espressione più spontanea e comunicativa di intime sensazioni, il Poeta Tassone non si limita a seguire abusati schemi popolareschi, ma introduce innovativi orizzonti stilistici secondo gli ultimi dettami delle correnti poetiche «colte» e contemporanee".

Mentre Annunziato Cordiano: “il suo è un impegno totale, una ricerca ed un’osservazione della natura umana e della società calabrese in particolare…”.

Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Accademico Federiciano, Fondatore e Presidente Premio “Umanità Fede e Cultura”.

 
 

Ha vinto importanti premi letterari in Italia e nel  mondo: il premio "Alias" a Melbourne in Australia; il premio "Antiterrorismo" di poesia.

Tra quelli per il dialetto l’europremio letterario "Città di Corato" con l’opera edita Miraculu di Ddiu chira matina”; il premio "Anassilaos" 1995 e alla carriera nel 1998, ed ancora i premi F.lli De Filippo, V. Faustini, Corab, Madonna di Montalto.

Il Tassone esordisce nel 1979 con un volumetto di poesie "Pietraia Verde". E' lo stesso comune di Gioia Tauro che intuisce l'importanza dell'opera e si fa carico per la pubblicazione.

Dopo questa prima opera, Rocco Giuseppe Tassone, diventa inarrestabile. Nel 1984 pubblica "Massime", meditazioni quasi poetiche nella quotidianità di ognuno di noi. Nel 1986 "Embriologia ed Embriogenesi in Silene cucubalus Wib";

Nel 1996 torna alla poesia con un libro di liriche in lingua ed in vernacolo della Piana, dal titolo emblematico: "Impressionisme". 

 

Ed il successo continua: riceve il premio di poesia dialettale “Anassilaos 1995” per l'originalità e il valore artistico della poesia “ Tramuntu ”.

"L’originalità - Scrive Donatella Mazzaferro - sta nel fatto che per la prima volta un autore porta nel dialetto l’ermetismo e con una forza, che senza dubbio alcuno, è pari a quella della poesia ungarettiana.

E cu ‘n’urtima

junta i luci

u suli

annorbau lu mari

E con un’ ultima

manciata di luce

il sole

ha accecato il mare

Titolo emblematico - Scrive Francesco Chirico in Calabria Sconosciuta - " perchè si tratta di vere e proprie impressioni colte nell’attimo fuggente di una visione, una riflessione, una intuizione, e tuttavia di una straordinaria eloquenza di immagine, ora descrittiva dell’incanto e dell’insegnamento della natura, ora volte a cogliere l’essenza più intima e profonda della realtà sociale ed esistenziale".

Ritorna, nel  1997 e nel 1998, con "Quaderno di poesia" e Quaderno di poesia e narrativa”, antologie relative al premio Gerace fondato dal Tassone ed organizzato dal Liceo Classico di Cittanova. L'anno successivo pubblica il poemetto "Mbe’, chi fai supr’ a ssa Cruci?", un monologo, a volte colorato, del nostro con Gesù, che ha suscitato discussioni sia tra religiosi che laici. 

 
 

 Quest'ultima opera spinge il Tassone a una introspezione interiore, un nuovo pensiero si fa strada e, intanto, la successiva pubblicazione si fa attendere. 

Per alleggerire la tensione interiore e per testare il nuovo pensiero, nel 2001,  in occasione del 25° anno di attività letteraria, pubblica un'opera leggera, una farsa: "La morte di Carnalevàri".

Per ritornare subito dopo, nel 2002, sulla sua strada vernacolare pubblicando il primo volume "Miraculu di Ddiu chira matina..." un viaggio etnografico-glottologico tra preghiere e canti religiosi in Calabria, con il preciso compito di raccogliere e trasferire ai posteri una documentata storia della religiosità popolare in Calabria.

Oramai il Tassone è un fiume in piena; dello stesso anno sono "Polonaise ed altri racconti", alcuni di questi hanno come sfondo il territorio della "piana"; seguirà "Canti", un'antologia di poesia contemporanea nella quale è presente la bella poesia "Gghjommaru" con la quale vince il premio "Corab" e il premio "F.lli De Filippo".

Dopo queste fatiche ritorna alle sue amate poesie e nel 2005 sforna "Dark Age", omaggio all’autore da parte della Vitale edizioni di Sanremo, e l'anno successivo, "Sinestesia", che comprende liriche in dialetto ed in lingua.

 
 

Nel 2007, con "E jeu no’ mi movu di cca’ si Maria la grazia no’ mi fa’…", il Tassone torna sui suoi passi e riprende il suo viaggio etnografico-glottologico tra preghiere e canti religiosi in Calabria, abbandonato qualche anno addietro.

Con questa ultima fatica l'autore si pone il compito di portare a termine un opera che si concluderà con un volume iconografico e che resterà nella storia della cultura calabrese come punto di riferimento per gli appassionati delle nostre tradizioni.

Il Tassone, memore di essere un docente, si è cimentato anche nel suo stretto campo professionale pubblicando: "Scienze della terra cosa ricordare e come verificare la propria preparazione", un testo scolastico edito da Nausica 2006, e "Antologia premio Stesicoro 2006", edito da Vitale edizioni Sanremo.

 
 

Nei pochi momenti di tempo libero collabora a diverse riviste a carattere storico-letterario pubblicando vari articoli, tra questi ricordiamo:

 Borrello: cultura e tradizioni tra roveti e dimenticanze,  una denuncia all’abbandono dal quale è scaturita una forte polemica, su un giornale locale, con l’allora sindaco di Candidoni.

 L’incerta verità su S. Ippolito, santo patrono di Gioia T. Qui l'autore sostiene che l’Ippolito del 13 agosto non è certamente il soldato romano che ricorda la statua gioiese.

Agostiniano l’ultimo convento gioiese, la storia con molte note scientifiche.

1793-1993 bicentenario della chiesa parrocchiale di Candidoni, che l'autore pone tra le più vecchie ed importanti chiese della piana.

I Vangeli di Corrado Alvaro, qui l'autore mette in evidenza un lato sconosciuto dell’Alvaro considerato agnostico.

 Le confraternite laicali ed ecclesiastiche a Gioia Tauro.

Conventi e confraternite a Gioia.

Gioia 1611 sequestro di persona, cronistoria di un evento delittuoso.

Candidoni, breve storia del comune in cui l'autore mette in evidenza il contributo di storia che il piccolo centro ha dato alla Calabria.

 
 

Formulo all'autore candidonese l'augurio affinché possa continuare a donare altre gemme di cultura alla nostra Calabria

                                                                                              Nino Calarco

 

 Sk

 t Home|Index|Foto u

 

  Tutti i diritti riservati  - mail: webmaster@maridelsud.com

 

  Risoluzione raccomandata: 800x600 pixels - 16 mil. colori

 by Spiderkapp