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Breve storia della letteratura calabrese |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia |
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Introduzione u |
Cassiodoro e Beozio furono i rappresentanti più autorevoli di quella difficile fase di trapasso tra la decadente classicità e il medioevo barbarico, coscientemente dedito ad evitare ogni forma di rottura ed assicurando la continuità fra la cultura estrema della romanità e quella cristiana. Dopo Cassiodoro la Calabria doveva rimanere ancora per molto tempo l'estrema depositaria della cultura greca in Italia. |
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Scarse e tardive sono invece le prime tracce di una cultura calabrese in volgare. La confessione ritmica, risalente al Trecento, è il più antico documento certo del linguaggio regionale, trascritto ancora in caratteri greci in un codice del XVI secolo. Mentre risale al tardo Quattrocento l'elogio in morte di Enrico d'Aragona, composta da Giovanni Mauriello. (1) |
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