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I grandi musicisti calabresi del XV sec

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 Musica e canto

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Antonello Marafioti

 Uno dei primi di cui si ha notizia è Antonello Marafioti di Polistena il quale, nato sul principio del XVI secolo, dimorò diversi anni a Napoli come valente suonatore di parecchi strumenti e buon conoscitore di armonia.

Di lui Antonio Sorano scrisse dei versi avvalorandone i meriti.

Giandomenico Martoretta

Fu contemporaneo del Marafioti. Autore di tre libri di madrigal, a quattro voci, di cui uno porta la data del 1554. Fu ospite del conte Francesco Moncada, nobile di origine spagnola, a cui dedicherà un primo libro di madrigali a 4 voci.

Il Martoretta anziché prendere la via di Napoli, come in uso in quel periodo, scelse quella di Venezia. La qual cosa non deve far meraviglia se si pensa che vivaci furono i riflessi veneto‑adriatici nel popolo e nelle arti della Calabria.

Anche nei canti popolari, come vedremo avanti, soprattutto in quelli della piana di Sibari e della cosiddetta marina di Schiavonia sullo stesso declivio del vecchio Bruzio, più in su di Crotone dove il golfo sibarita si incurva, rimane un riflusso di memorie adriatiche con tenaci ricordi albanesi.

 

 

I riflessi veneti pare abbiano origine ancora prima del Mille, avvalorati e legati ad una fascinosa leggenda.

Si dice, infatti, che l'equipaggio veneziano di un vascello che trasportava le spoglie dell'evangelista San Marco da Alessandria di Egitto a Venezia, trovatosi in pericolo per una furiosa tempesta, facesse voto di onorare la terra ove fosse riuscito ad avvicinarsi e a trovare scampo.

Il mare si placò, come per incanto proprio di fronte alla marina di Cropani e i navigatori veneziani poterono così toccare terra, rinfrancarsi e riparare le avarie della nave con l'aiuto degli abitanti del luogo.

L'equipaggio per ringraziamento e in ricordo di questo miracoloso salvataggio, prima di riprendere il viaggio verso Adriatico, lasciò una reliquia del Santo ed un privilegio in forza del quale si dava a quei calabresi il diritto di essere trattati come cittadini in tutti i domini veneti, liberi e franchi di qualsiasi gravame. La reliquia tutt'oggi è custodita nella cattedrale di Cropani,

Si spiega così perché il Martoretta approfittando di questo privilegio, sia vissuto, oltre che a Venezia, anche a Cipro, ad Aleppo e in Terra Santa.

 

 

Achille Falcone

Attorno alla metà del Cinquecento troviamo a Cosenza, dove era nato, Achille Falcone, abilissimo nel «creare i suoi musicali lavori all'improvviso e senza cartella».

Autore, anch'egli di madrigali a quattro e cinque voci, ebbe con un musico spagnolo una triste avventura che lo fece morire di crepacuore.

Un suo lavoro dal titolo: "Relatione del successo fra Achille Falcone, musico cosentino, e Sebastiano Raualle, musico spagnolo", narra appunto dì una sfida musicale svoltasi nell'aprile del 1600 fra i due.

La sfida, vinta in un primo tempo dal calabrese per i suoi meriti e la sua indiscussa superiorità, fu ripetuta e la seconda vittoria del cosentino suscitò tanta ira nello spagnolo che, mettendo in opera sotterfugi vari e valendosi di esaminatori non idonei riuscì, in ultimo a carpire il voto favorevole.

Falcone non poté sopportare tanta ingiustizia e, per il dolore, dopo pochi mesi morì.

Di lui furono pubblicati nel secondo volume dal titolo "Arte Musicale", edito da Ricordi, a cura di Luigi Torchi, quattro madrigali a cinque voci che testimoniano ancor oggi della sua capacità e del suo abile giuoco polifonico.

 

Giovanni Conforti

Anche la tradizione del bel canto non mancò di avere il suo esponente in Calabria. Nella seconda meta del Cinquecento incontriamo Giovanni Conforti, nato a Mileto nel 1560 e morto a Roma nel 1620.  

Ha fatto parte come “cantore ed esecutore di ogni genere di ornamenti”  (contraltista) nel coro della Cappella Sistina sotto papa Sisto V. Si è dedicato per molto tempo all’insegnamento del canto.  E’ stato compositore di varie musiche: una raccolta di  “Salmi Passagiati” (1601-1603);  .

Inoltre è stato autore di vari saggi: “Breve et facile maniera d'essercitarsi a far passaggi” (Roma, 1593);

 

 Sk

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