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Il teatro calabrese: autori calabresi

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 Autori: Corrado Alvaro u

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 Teatro dialettale

Per il teatro e sul teatro ha scritto quello che è stato probabilmente il più forte, penetrante e nitido scrittore calabrese: Corrado Alvaro, nato a San Luca, in provincia di Reggio Calabria, nel 1895 e morto a Roma nel 1956.

Per questo autore il teatro costituisce un'attività laterale rispetto a quella di narratore. Nei suoi lavori destinati al palcoscenico, ma anche nella sua opera di critico e di saggista, appare evidente la letteraria consapevolezza e la considerazione dei valori popolari e tradizionali dello spettacolo.

Il suo primo testo teatrale risale al 1923 e viene rappresentato al teatro degli Indipendenti di Roma: si tratta della sintesi drammatica in un atto intitolato "il paese e la città".

Gli umori e le capacità del lucido e robusto scrittore si avvertono già in questa sua prima opera, ma  passeranno anni prima che Alvaro torni al teatro.

Il suo successivo lavoro, "Il caffè dei naviganti",  viene portato in scena solo nel 1939 dalla compagnia di Andreina Pagnani e Gino Cervi.  

Le differenze tra la gente semplice della campagna e della montagna, e quella di città ormai invischiata in costumi e abitudini che hanno rinunciato definitivamente ad un significato puro e genuino, sono al centro della vicenda e possono divenire motivo di drammatici dissidi.

 

 

Nel 1949 Tatiana Pavlova rappresenta a Milano, a Roma e in molte altre città italiane, la "Lunga notte di Medea", nuovo scritto di Alvaro e trasposizione di uno dei più celebri miti della tragedia classica in un linguaggio e in uno spirito moderno.

La veste della nuova Medea è ancora quella arcaica, e così i nomi e i luoghi, a confermare la perenne vitalità del mondo classico e il suo continuo rinnovarsi di fronte ai dilemmi dell'umanità.

In questa Grecia mitica si agita la tragedia di una donna che potrebbe essere vista come contemporanea e della terra stessa dell'autore; e contro il suo dolorante, irriducibile amore, si muovono la cupidigia, gli interessi e la crudeltà della gente.

Alvaro, inoltre, ridusse per le scene "I fratelli Karamazov" di Dostojevsky e scrisse una versione della "Celestina" di De Rojas.

Lavorò anche alla sceneggiatura di alcuni film, tra i quali "Fari nella nebbia" del 1942 e "Roma ore 11" del 1952.

 

 

 Sk

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