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Teatro calabrese:  Le maschere minori  

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  Nino Calarco webmaster, ideaz., progettazione, testi

 

 Le origini del Teatro

 Il presepe che si muove

 Le maschere:  Giangurgolo

 Maschere minori u

 Teatri calabresi

 Autori: Vincenzo Padula

 Autori: Leonida Repaci

 Autori: Vincenzo Morello

 Autori: Corrado Alvaro

 Attori teatrali

 Altri attori

 Teatro dialettale

Jugale,

Personaggio  tipico della commedia dell’arte calabrese del XVII-XVIII  secolo.

Dopo la scomparsa di Giangurgolo, la maschera caratteristica della regione che per secoli si era affiancata sulle piazze di tutta Italia a quelle ancora oggi celebri di Gianduia, Pulcinella, Balanzone ed Arlecchino, si impose per la Calabria il racconto delle balordaggini sottilmente sapienti di un nuovo personaggio detto Jugale, messo più tardi in versi da Antonio Chiappetta.

Di Jugale il poeta cosentino Michele De Marco scriveva: "Un tipo eccentrico, in apparenza quasi idiota, ma in definitiva ammantato di una certa sua genialità semplice, che fa perdonare e rende simpatiche le stramberie eterogenee".

...

Portu lu matrimoniu e 'ntra due mise
Cicuzzu e Tiresina eru spusati;
cu catarre battenti e cu francise
le nozze eranu state festeggiati.
E dopu n'annu 'e sta cucchia sanizza
ne nascette Jugale: ohi, chi grannizza!

Benedettu lu juornu chi nascisti
e chi' te fici nascere a lu munnu,
benedittu lu latte chi vivisti,
quatru nun muori, ca si' natu tunnu,
benedittu lu sule chi lucia
quannu si natu tu, Jugale mia.

......

 

 

La maschera impersona una figura di origini mediorientale, famosa in quasi tutti i paesi sulla costa del Mediterraneo.

Le cosiddette « farse » erano il patrimonio di ogni paese, frutto della vena del poeta del luogo: celebri furono, nel secolo scorso, quelle di Celico Luzzi, Aprigliano e Rogliano, le quali nel carnevale che si festeggiava a Cosenza si contendevano il primato e il premio.

Pacchesicche

Personaggio  tipico della commedia dell’arte calabrese del XVIII-XIX secolo.

Pacchesicche talvolta viene accostato al Coviello calabrese, con la differenza che questi non è uomo d'arme.

Può essere Pacchesicche studente o abate a Napoli, che non è così ricco da ricevere da casa cacicavalli, salumi e sostentamenti vari e deve accontentarsi di frutta secca.

In un celebre mimo dialogato a quattro personaggi, la Canzone di Zeza, dove quest'ultima (Lucrezia) è la moglie di Pulcinella ormai vecchio e Tolla è la loro figliuola civetta, Pacchesicche è lo studente calabrese che fa la parte dell'innamorato.

 

 

Coviello

Personaggio  tipico della commedia dell’arte calabrese del XVIII-XIX secolo.

Coviello, altra maschera meridionale che spesso viene accostata a Giangurgolo, è un personaggio che a volte può vestire panni calabresi, ma più spesso è siciliano o napoletano.

 

 Sk

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