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Teatro calabrese, maschere minori: Jugale |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., progettazione, testi |
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Personaggio tipico della commedia dell’arte calabrese del XVII-XVIII secolo. Dopo la scomparsa di Giangurgolo, la maschera caratteristica della regione che per secoli si era affiancata sulle piazze di tutta Italia a quelle ancora oggi celebri di Gianduia, Pulcinella, Balanzone ed Arlecchino, si impose per la Calabria il racconto delle balordaggini sottilmente sapienti di un nuovo personaggio detto Jugale, messo più tardi in versi da Antonio Chiappetta. Di Jugale il poeta cosentino Michele De Marco scriveva: "Un tipo eccentrico, in apparenza quasi idiota, ma in definitiva ammantato di una certa sua genialità semplice, che fa perdonare e rende simpatiche le stramberie eterogenee". |
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La maschera impersona una figura di origini mediorientale, famosa in quasi tutti i paesi sulla costa del Mediterraneo. Le cosiddette « farse » erano il patrimonio di ogni paese, frutto della vena del poeta del luogo: celebri furono, nel secolo scorso, quelle di Celico Luzzi, Aprigliano e Rogliano, le quali nel carnevale che si festeggiava a Cosenza si contendevano il primato e il premio. |
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Bibliografia: - Atlanti del sapere, "maschere Italiane", Giunti editoriale, Firenze, 2002; - P. Vincenzo Malaj, Racconti popolari di Falconara Albanese, Rubbettino Ed., Soveria Mannelli, 2004 |
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