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Teatro calabrese, maschere: Pacchesicche |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., progettazione, testi |
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Personaggio tipico della commedia dell’arte calabrese del XVIII-XIX secolo. E' una maschera carnescialesca del provinciale inurbato, povero e goffo Pacchesicche, appellativo di Don Nicola, talvolta viene accostato al Coviello calabrese, con la differenza che questi non è uomo d'arme. Può essere Pacchesicche dottore, studente o abate provinciale a Napoli, che non è così ricco da ricevere da casa cacicavalli, salumi e sostentamenti vari. L'appellativo, con l'etimologia del tempo, derivava dal fatto che doveva accontentarsi per le feste a ricevere, dalla sua famiglia lontana, pacchi di fichi secchi rovinate, appunto "pacche sicche arrojenate". |
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Ridiculodo contratto de matremmonio mpersona, di D. Nicola Pacchesicche, e Tolla Cetrulo, figlia di Zeza, e Polecenella2.
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La maschera impersona una figura di origini mediorientale, famosa in quasi tutti i paesi sulla costa del Mediterraneo. Le cosiddette « farse » erano il patrimonio di ogni paese, frutto della vena del poeta del luogo: celebri furono, nel secolo scorso, quelle di Celico Luzzi, Aprigliano e Rogliano, le quali nel carnevale che si festeggiava a Cosenza si contendevano il primato e il premio. |
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Bibliografia: 1. Francesco Bourcard, "Usi e costumi di Napoli e contorni", Tip. Gaetano Nobile, Napoli, 1853, vol. 1; 2. Antonio Venci, La canzone napoletana, A.Guida ed., Napoli, 1955 2. Ernani Barone, La cocina del Reino di Nàpoles, ed. Del Nuevo Extremo, Buonos Aires, 2004
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