www.maridelsud.com

Teatro calabrese, maschere: Pacchesicche

   Home|Index

  Nino Calarco webmaster, ideaz., progettazione, testi

 

 Origini del Teatro
 Presepe che si muove
 Maschere: Giangurgolo

 Maschere: Jugale

 Maschere: Pacchesicche

 Maschere: Coviello
 Teatri calabresi
 Autori: Vincenzo Padula
 Autori: Leonida Repaci
 Autori: Vincenzo Morello
 Autori: Corrado Alvaro
 Attori teatrali
 Altri attori
 Teatro dialettale

Personaggio  tipico della commedia dellarte calabrese del XVIII-XIX secolo.

E' una maschera carnescialesca del provinciale inurbato, povero e goffo

Pacchesicche, appellativo di Don Nicola, talvolta viene accostato al Coviello calabrese, con la differenza che questi non uomo d'arme.

Pu essere Pacchesicche dottore, studente o abate provinciale a Napoli, che non cos ricco da ricevere da casa cacicavalli, salumi e sostentamenti vari.

L'appellativo, con l'etimologia del tempo, derivava dal fatto che doveva accontentarsi per le feste a ricevere, dalla sua famiglia lontana, pacchi di fichi secchi rovinate, appunto "pacche sicche arrojenate".

In un celebre mimo dialogato a quattro personaggi, la Canzone di Zeza, dove quest'ultima (Lucrezia) la moglie di Pulcinella ormai vecchio e Tolla la loro figliuola civetta, Pacchesicche lo studente calabrese che fa la parte dell'innamorato.

"... Ci piace riportar qu appresso questa antichissima e famosa cantata popolare modellata sul gusto delle antiche atellane, e che gi tempo, nel carnevale, soleva rappresentarsi da' nostri lazzaroni per le pubbliche strade con gran sollazzo e risa delle allegre brigate.

Ne formano l'argomento gli amori di un D. Nicola, studente calabrese, con Tolla figliuola di Zeza e di Pulcinella e le discordie e le risse che avvengono per tale cagione ..."1

 

Ridiculodo contratto de matremmonio mpersona,

di D. Nicola Pacchesicche, e Tolla Cetrulo,  figlia di Zeza, e Polecenella2.

Polecenella: Zeza vi ca mo esco

Statte attenta a sta figliola

Tu ca si mamma dalle bona scola

Tienetella 'nzerrata

Nun la fa praticcare

Ca chello che non s si p imparare

 ....

....

Polecenella: Tu te ne se fujutu

Pacchesicche frustato

Meglio pe te di nun fusse natu;

Si n'auta vota tuorne,

Te voglio addecreare

manco treghiuorne ti faccio campare.

Zeza: Aje fatto na gran cosa

Tiratele lo vraccio

Polecenella: Zeza Vattenne, ca sa che te faccio!

Zeza: Che m'hai da fa vavuso?

Lo piello che t'afferra!

Polecenella: Proprio cca mmiezzo volimmo fa

Tolla: Tu proprio si ncocciato.

De non mme mmaretare,

Te voglio fa ved che saccio fare.

Polecenella: Che aje da fa muccosa

Tu me faie esse mpiso.1

......

 

"Fagili e scarola era uno de los platos preferidos de Don Nicola Pacchesicche, un personaje de una cancin del siglo XVIII enamorado de Tolla Cetrulo, hija de Zeza y de Polichinela"3.

La maschera impersona una figura di origini mediorientale, famosa in quasi tutti i paesi sulla costa del Mediterraneo.

Le cosiddette farse erano il patrimonio di ogni paese, frutto della vena del poeta del luogo: celebri furono, nel secolo scorso, quelle di Celico Luzzi, Aprigliano e Rogliano, le quali nel carnevale che si festeggiava a Cosenza si contendevano il primato e il premio.

 

Bibliografia:

1. Francesco Bourcard, "Usi e costumi di Napoli e contorni", Tip. Gaetano Nobile, Napoli, 1853, vol. 1;

2. Antonio Venci, La canzone napoletana, A.Guida ed., Napoli, 1955

2. Ernani Barone, La cocina del Reino di Npoles, ed. Del Nuevo Extremo, Buonos Aires, 2004

 

 

 

 Sk

 p  Torna su      t Home|Index|Foto|Avanti u

 

  Risoluzione racc.: 1024 x 760 pixels - 16 mil. colori - Browser min. indicato: I. E. 4.0

 

   Tutti i diritti riservati  - webmaster@maridelsud.com - Sul web dal 1997

 by Spiderkapp