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Tradizioni civili calabresi |
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Nozze albanesi uI proverbi Le mavare
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Nella seconda metà del XV secolo nuclei di esuli albanesi, costretti ad abbandonare la loro patria in seguito all'invasione turca, hanno costituito a Lungro un' eparchia o diocesi di rito bizantino formata da 18 località italo-albanesi nella zona di confine tra la Calabria e la Basilicata. In queste località i costumi si sono mantenuti inalterati, in quanto gli abitanti si sono mostrati refrattari ad ogni contaminazione, per cui chi conosce la lingua, gli usi e le tradizioni dell'Albania, qui si trova a suo agio e può ammirare, se fortunato, gli ormai rari, variopinti e sgargianti costumi delle donne, le loro danze travolgenti o i loro canti marziali. |
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Per avere un'idea dei costumi italo‑albanesi bisognerebbe trovarsi in qualcuno di questi paesi in occasione delle feste patronali o in altre circostanze tradizionali, per assistere alle danze caratteristiche, condotte con grande abilità e con lo sfolgorio di vesti sfarzose e variopinte, adorne di talloni d'oro e di trine finemente ricamate. Ma per avere una nozione esatta del costume italo-albanese, sarebbe opportuno assistere allo svolgimento di una festa nuziale tradizionale. Qualche giorno prima della data delle nozze, ha luogo il corteo preliminare, con cui si portano ostentatamente alla nuova casa i pezzi del corredo della sposa. |
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Nel giorno fissato, di buon mattino, parenti e amiche si danno convegno nella casa della sposa per il lungo e complicato cerimoniale dell'abbigliamento che si compie mentre due distinti cori, con voci alterne, cantano gli inni nazionali, che esortano la donna ad essere fedele al marito, a tollerare le gelosie della suocera e i difetti delle cognate, a mettere pace nelle liti domestiche, ad essere l'angelo della casa e, infine, a non dimenticare i congiunti e le amiche che sta per lasciare. Quando tutto è compiuto, la sposa siede nel bel mezzo della stanza, con solenne maestà in attesa dello sposo. Quest'ultimo, quando tutto è pronto, viene accompagnato lungo la strada che conduce alla casa della promessa sposa dai congiunti e dagli amici, mentre folte scariche di arma da fuoco ne annunziano l'arrivo. |
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Giunto all'uscio di casa, ne simula l'assalto per forzarlo, mentre quelli che lo difendono dall'interno ne simulano la difesa, con uno scambio di salve da una parte e dall'altra. Infine forzata la porta, lo sposo corre ad impossessarsi della sposa, tra grida di giubilo e applausi dei presenti. Dopo di che si forma il corteo per recarsi in chiesa, dove si svolge la caratteristica cerimonia delle nozze. |
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Il papas (prete) dopo aver benedetto il matrimonio, fa bere del vino agli sposi da un comune bicchiere che poi riduce in frantumi gettandolo a terra, poi per tre volte toglie dai loro capi le corone di fiori e ve le ripone incrociandole sulle loro teste e infine dà loro il lembo della stola e per tre volte li fa camminare così attorno all'altare. La serata, poi, è riservata ai canti e alle danze tradizionali, in cui il vino e i pasticcini tradizionali vengono distribuiti a tutti, senza risparmio. |
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