www.maridelsud.com

Tradizioni civili: il fidanzamento

 Home|Index

  Nino Calarco: webmaster, ideaz., progettazione, trattamento testi

 

 Introduzione

 Le superstizioni

 Il fidanzamento u

 Nozze albanesi

 Patruni e sutta

 I proverbi

 Le mavare

 

   

 

Ciò che formava il moto più spontaneo e forse più originale delle tradizioni locali di Castrovillari e dei paesi limitrofi era costituito dai preliminari del fidanzamento e della cerimonia delle nozze.

Generalmente il primo sentimento di simpatia aveva origine in occasione di feste religiose, in cui le giovanette facevano bella mostra di sé, recandosi in chiesa indossando i caratteristici costumi locali; il primo incontro  però  soleva  avvenire in occasione  di  pubbliche  danze, in  cui

l'uomo e la donna ballavano senza mai toccarsi. Ad un certo momento aveva luogo il cosiddetto "sospiro".

Il direttore della festa lasciava l'uomo solo a danzare e questi, dopo varie esibizioni, piegando il ginocchio a terra dinanzi alla donna amata, esclamava: " Ah! " "Che hai?" domandava il direttore. Ed egli: "Sono ferito"  "Dove?"  "Al cuore".  "Per chi? "  " Per amor suo".

Così detto, invitava al ballo la ragazza amata, che fingeva di schermirsi (ma poi finiva per cedere) tra gli applausi e i commenti degli astanti.

 

Il fidanzamento ufficiale era allora preceduto da una serie di atti preparatori, tra cui le serenate: il fidanzato, nottetempo, andava a cantare sotto la finestra della fidanzata, accompagnando il canto, come gli antichi menestrelli, con la chitarra o il mandolino.

Ed erano belle e significative le espressioni del suo canto.

Difficilmente però la ragazza apriva la finestra per affacciarsi; ma soleva far filtrare uno spiraglio di luce all'esterno, che era il segno convenzionale per esprimere il proprio gradimento alla serenata.

Il giorno delle nozze era solennizzato in modo sfarzoso.

Il corteo nuziale, uscendo dalla casa della sposa, si snodava lungo il corso cittadino per raggiungere la chiesa: in testa la sposa al braccio del compare di anello seguita da una lunga fila di donne "pacchiane" vestite con i loro meravigliosi costumi di gala, incedenti solennemente a due a due, mentre in coda vi era il gruppo degli uomini, che facevano corona allo sposo.

All'uscita dalla chiesa si riformava il corteo, ma gli sposi incedevano al braccio e, lungo la via, gli amici e i conoscenti si facevano loro incontro, formulando voti augurali e gettando manate di confetti e di monetine di metallo.

Arrivato il corteo all'uscio di casa, avveniva il parapiglia finale, con lancio di confetti e di monete a cui seguivano le acrobazie dei monelli per raccoglierli.

 

 

 SK

p Torna su     t Indietro|Home|Index|Avanti u

 

  tutti i diritti riservati - mail: webmaster@maridelsud.com

 

  Risoluzione racc.: 800x600 pixels - 16.000.000 colori Browser minimo indicato: Internet Explorer 4.0 - Netscape Navigator 3.0.

 by Spiderkapp