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Tradizioni religiose calabresi: S.Eufemia d'Asprom.

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 Vergine nera di Seminara

 Sant'Eufemia u

A Sant' Eufemia d’Aspromonte ogni anno si svolge la festa di Sant' Eufemia. 

Questa Santa, appena dodicenne, fu condannata da Diocleziano ad essere bruciata viva in quanto non volle mai rinnegare la sua fede cristiana. Uscita, però, indenne dalle fiamme, venne fatta sbranare dai leoni nell'arena. Sul martirio della Santa sono sorte numerose leggende.

Nel tempo molte tradizioni si sono perse, ma fino a pochi anni fa nel giorno della festa si accendeva la tradizionale disputa tra i portatori del trionfino  per quanto riguardava la conquista del posto sotto le stanghe. 

Tale trionfino è enorme: vi sono quattro leoni che sbranarono la vergine, tutti in oro zecchino, le cui code annodate reggono il falò dal quale fuoriesce tra sprizzanti fiamme la piccola statua di Eufemia, che regge la palma dei martiri in mano; inoltre, quattro angeli coi piedi poggiati sulle criniere dei leoni sostengono un'enorme corona che termina in un mazzo di gigli.

Una coreografia di luci avvolge la statuetta della santa, simulando le fiamme. La processione si snoda per le viuzze di tutto il paese, seguita da una enorme folla di fedeli e si protrae per almeno cinque o sei ore.

L'ultimo tratto di questa lunga processione comprende una ripida salita, detta del Calvario.

 

Per riuscire a superarla i portatori intonano, con voci gutturali e stridule per l'enorme fatica, il canto "Tu con gli orsi e coi leoni", mentre i fedeli al seguito si battono il petto recitando preghiere.

Infine, al termine della salita, si trova la piazza della chiesa e qui i portatori si  preparano alla prova finale.

Nella piazza, infatti, vi sono una serie di pali disposti su due file che terminano all'ingresso della chiesa, piantati nei giorni precedenti. Ad ogni palo è infissa un'alta piramide gremita di bengala. Tra le due file passerà il triunfino.

Appena i portatori giungono all'inizio del percorso il pirotecnico da fuoco alle girandole che si accendono tutte contemporaneamente, schizzando i loro getti roventi sui portatori.

Questi, sprezzanti di ogni pericolo, trasportano di corsa il trionfino tra le due barriere di fuoco fino all'ingresso della Chiesa. Da qui, sempre sotto il fuoco, viene riportata daccapo all'inizio del percorso e poi ancora fino all'ingresso della chiesa.

E così la corsa va avanti e indietro finché una sola piramide erutta scintille di fuoco. Nel frattempo, botti di fuochi d'artificio echeggiano tra le montagne intorno al paese.

 

 

Infine, i bengala posti sui pali terminano quasi assieme la loro attività eruttiva in una enorme nuvola di fumo, dentro la quale la vergine sparisce e in cui fa ressa la folla di fedeli.

Durante la prova, può accadere che qualche portatore rimane lievemente ferito dalle scintille dei bengala: ciò viene interpretato come un segno della santa e lo stesso portatore si ritiene fortunato per la grazia ricevuta.

 

 SK

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