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Isole Eolie: la leggenda di Liparo ed Eolo

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 Leggenda Liparo ed Eolo u

 

 

 

 

 

 

 

 

"Una leggenda raccolta da Diodoro Siculo sulla colonizzazione delle Eolie da parte di popoli italici, secondo la quale le isole sarebbero state occupate dagli Ausoni del re Liparo, figlio di Ausonio, venuto dalle coste campane in seguito a una lite con i fratelli, il quale diede il nome alla maggiore delle isole Eolie,.

Alla corte di Liparo sarebbe giunto il saggio Eolo figlio di Ippota che reintegrando l'ospite nel suo originario regno sulle rive sorrentine, avrebbe instaurato il proprio dominio sull'arcipelago." (1)

" ... Dicono che le isole Eolie nell'antichità fossero deserte, ma che un certo Liparo, che era figlio di re Auson, venuto in discordia con i fratelli, disponendo di lunghe navi e soldati, sarebbe fuggito dall'Italia verso l'isola che da lui prese il nome di Lipara e che in essa avrebbe fondato la città dello stesso nome e messo a coltura le altre isole.

Quando egli era ormai vecchio sarebbe giunto a Lipara, insieme ad altri compagni, Eolo, figlio di Ippote, e avrebbe sposato la figlia di Liparo, Ciane.

E avendo fatto sì che i suoi compagni vivessero in pace con quelli del luogo, regnò sull'isola.

 
 

A Liparo, desideroso di ritornare in Italia, procacciò la regione intorno a Sorrento, dove egli regnò con il più grande consenso fino alla morte e dove fu sepolto, ricevendo grandi onori e culto eroico dagli abitanti del luogo.

Eolo è quello presso il quale si racconta sia giunto Odisseo nelle sue peregrinazioni.

Dicono che egli fosse pio, giusto e ospitale verso i forestieri; che avrebbe insegnato l'uso della vela ai naviganti e che dall'osservazione dei presagi del fuoco avrebbe predetto i venti ai locali e perciò la leggenda lo avrebbe indicato come dispensatore dei venti; per l'eccellenza della sua pietas, infine, sarebbe stato chiamato amico degli dei immortali”.

I figli di Eolo sono in numero di sei. Astioco, Xutho, Androcle, e poi Feremone, Giocasto e Agatirno, e tutti, per la fama del padre e per le loro virtù, raggiunsero una alta considerazione.

Di essi Giocasto, rivoltosi verso l'Italia, regnò sulla zona costiera fino a Reggio, Feremone e Androcle dominarono la Sicilia dallo Stretto fino alla regione di Lilibeo.

Di questa i territori rivolti verso oriente abitavano i Siculi, quelli verso occidente i Sicani.

 
 

Questi due popoli erano molto in contrasto fra di loro, ma volentieri obbedirono ai figli di Eolo per la fama di virtù del padre e per la loro moderazione.

Xutho regnò sul territorio intorno a Leoninoi, che da lui fino ad oggi viene chiamato Xuthia.

Agatirno regnò sulla regione anche ora chiamata Agatirnide e fondò la città da lui chiamata Agatirno. Astioco ebbe la signoria di Lipara.

Essi tutti, imitando la virtù e la giustizia del padre, ebbero grande fama.

Dopo molte generazioni di discendenti succedutisi nei regni, alla fine i sovrani della discendenza di Eolo si estinsero in Sicilia.(2)

"Il periodo archeologico del periodo ausonio è caratterizzato da due successivi strati: Ausonio I della tarda età del bronzo (ai cui albori come più sopra si accennava dovette approdare il re di tempeste Odisseo) e Ausonio II della prima età del ferro, i cui reperti, d'altronde scarsissimi, testimoniano una facies di civiltà connessa assai più strettamente con la cultura dell'Italia peninsulare che con quella delle coste sicule."(1)

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(1) Liberamente tratto da "L'approdo di Odisseo" di Alberto Busignani

(2) Tratto da "Biblioteca Storica" V, 7-8  di Diodoro Siculo

 

 

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