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Isole Eolie: l'ossidiana |
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L'ossidiana u
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Lo sbarco dell'omerico Ulisse alla corte di Eolo, alla luce degli scavi recentissimi del castello di Lipari, suona meno strano di quanto potrebbe sembrare, se essi hanno documentato attivi scambi culturali e commerciali con la Grecia micenea, gli Achei appunto cantati nel lungo verso sonante di Omero, tanto che non è difficile immaginare quasi "storicamente" l'approdo eolico di qualche eroe dei nostoi e scambi di doni, tripodi lebeti vasi, tra gli ospiti, proprio quelli, magari, ordinati oggi nelle vetrine del museo di Lipari. |
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Fuori dalla leggenda, se si pensa che l'epos omerico vela le prime migrazioni e colonizzazioni dei Greci dopo la metà del secondo millennio a. C. e ne canta l'intraprendente spirito marinaro, le peregrinazioni di Odisseo acquistano addirittura un significato di documento, tanto che una riconferma archeologica di questi viaggi e contatti apparirà naturale anche se non meno emozionante. La documentazione tuttavia offerta dalle stratificazioni eoliane risale assai più addietro nel tempo, presentando una straordinaria ricchezza per il periodo neolitico ed eneolitico, quando particolari condizioni geologiche assegnavano all'arcipelago un posto di importanza preponderante in seno alla civiltà mediterranea, creando le premesse per un'attività commerciale estremamente florida. |
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E infatti la ricchezza di ossidiana, vetro lavico di eccezionale durezza e quanto mai adatto alla lavorazione per armi e utensili, dette luogo a un'industria domestica presente in tutte le isole dell'arcipelago, documentata ancor oggi dalla frequente presenza nei campi di scheggiame risultante dallo sgrossamento e lavorazione dei vari oggetti. Di questo momento degli insediamenti protostorici nelle Eolie, contraddistinto come si diceva da uno sviluppo commerciale di notevole entità per l'esportazione dei manufatti sulle coste italiche e siciliane (al punto che l'ossidiana di Lipari è presente si può dire in tutte le stazioni neolitiche di tali coste) restano tracce di numerosissimi villaggi, indici di una prosperità poi decaduta con l'avvento della metallo-tecnica e con il conseguente abbandono della lavorazione dell'ossidiana. |
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A conferma di ciò le Eolie offrono una buona documentazione archeologica testimoniata da alcuni villaggi in ottimo stato di conservazione (capo Graziano a Filicudi, a Panarea) e dello straordinario deposito archeologico dell'acropoli di Lipari. Qui al di sopra di uno strato di terra giallastra, che è a diretto contatto con la roccia, si trovano le testimonianze del Neolitico fin dal terzo millennio, caratterizzato da vari tipi di ceramiche, le più antiche delle quali, decorate a crudo, presentano punti di contatto con la civiltà neolitica siciliana (civiltà di Stentinello), mentre le più recenti, ornate di disegni geometrici più complessi (bande rosse bordate di nero, fasce di linee spezzate su fondo crema, spirali e meandri) denotano piuttosto somiglianze con le stazioni dell'Italia meridionale. |
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Accanto a queste ceramiche e ai numerosissimi strumenti di ossidiana, compaiono idoletti fittili."(1) ---------------------------------------------------------------------------------- (1) Tratto da "L'approdo di Odisseo" di Alberto Busignani |