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Isole Eolie |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia - Beatrice Zadera, fotografia |
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Lipari, Isole Eolie, ME: Marina lunga. Con il primo fiorire dell'industria nazionale, riacquistò valore anche il materiale vulcanico: dopo il 1850 si sviluppa l'industria della pomice di cui biancheggia il versante nord-orientale di Lipari. In conseguenza di questo risveglio Lipari si è ingrandita e rianimata; a cominciare dal sec. XVI è uscita dalle mura della fortezza, fra cui era stata raccolta e difesa per così lungo tempo, e si è dilatata sulla piana di alluvione che la circonda ad ovest, migliorando le condizioni di scalo delle minuscole rientranze con le quali la piana scende in mare. Inoltre, negli ultimi due secoli Lipari costituiva un comodo scalo per la navigazione velica. Con la fine di questo traffico e l'introduzione della navigazione a vapore, con la frantumazione della proprietà rurale dovuta al rilevante aumento demografico e l'infestazione della peronospora che dal 1890 rovinò in pochi lustri i 3/5 dei vigneti, gli introiti del coltivatore, non erano sufficienti a mantenere la propria famiglia che quindi fu costretto a cercar nuove entrare come operaio o pescatore. Il rimedio alla povertà che dilagava fu naturalmente l'emigrazione. Attualmente Lipari ha una buona produzione di vino (tipico il malvasia), ha i migliori giacimenti mediterranei di pomice, che costituiscono una delle principali fonti economiche, la pesca (quella del tonno, palamito e spada), e, inoltre, olive, fichi, capperi e sparto, infine l'attrattiva turistica costituisce la maggiore fonte delle entrate. |