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Le isole Eolie

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 Stromboli u

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Stromboli, per gli antichi Strongyle (rotonda), è un faro naturale che da migliaia di anni accompagna i naviganti del Tirreno meridionale che da Napoli volgono la prua verso lo stretto di Messina.

Alto 2400 metri, è forse l’unico della Terra che dai tempi preistorici sia perennemente attivo.

Ciò è dovuto al fatto che nel suo cratere esistono ben tre gruppi di bocche eruttive in perenne attività esplosiva, infatti è lo sfiatatoio della catena, sia dei vulcani eoliani, sia di quelli sommersi presenti nel tirreno.

Dopo ogni esplosione, sulla bocca si forma un tappo sottile, un’ostruzione di lava solida, che fa  aumentare la pressione interna finché, dopo circa 12/15 minuti, esplode. Quando il tappo è troppo spesso e la pressione interna non riesce a farlo saltare, la stessa pressione aumenta anche negli altri vulcani che esplodono eruttando lava.

La visione più suggestiva di tutto l’arcipelago è indubbiamente quella che si ammira recandosi, di notte, sul mare a vedere la cosiddetta “sciara del fuoco”: dal cratere dello Stromboli, giù per il ripido pendio del lato nord-occidentale dell’isola, scende ininterrottamente verso il mare, un’immensa colata di lava, lapilli e materiale incandescente.

Queste lingue rosse che scorrono sul fianco buio della montagna e si gettano nelle acque scure che ribollono, creano uno spettacolo indimenticabile che attira ogni anno numerosi turisti.

La più recente fase di eruzioni violente si ebbe nel 1930 ed ebbe come conseguenza lo spopolamento dell’isola che dai 5000 abitanti dell’inizio del secolo è passata agli attuali 400.

Stromboli ha due approdi: Pertuso, nel villaggio di Ginostra, è il porto naturale più piccolo del mondo, infatti può accogliere una sola barca, che, di solito, è quella che fa da spola per accogliere i viaggiatori che arrivano al largo con l’aliscafo.

L’altro approdo, Scari, è più spazioso, appartiene all’abitato di San Vincenzo; qui si può reperire l’antico stile oliano ormai scomparso nelle altre isole: casette bianche, non addossate fra loro, di forma cubica, poiché più resistente alle continue scosse, con cortili antistanti dove si possono vedere “e puledra”, colonne che sostenevano le travi dei “canonizzi”, utilizzati per essiccare l’uva al sole.

Da San Vincenzo fino a Ficogrande e Piscità è un alternarsi di lunghe spiagge e sabbia nera finissima che caratterizzano l’isola.

A poca distanza dall’isola, lo scoglio di Strombolicchio che si erge 50 m sul mare ed è sormontato da un faro. E’ caratteristica la sua roccia a forma di testa di cavallo e, soprattutto, il suo fondale.

A pochi metri da Strombolicchio, Punta Labronzo, Sciara del Fuoco, estesa conca nera dove si riversano i brandelli lavici delle esplosioni e Timpone del Fuoco, sul quale si estende il villaggio di Ginostra.

 

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