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Le isole Eolie

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 Vulcano u

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Vulcano è l’isola più vicina alla Sicilia, da cui dista solo 12 miglia.

Dall’osservazione di una cartina fisica emergono subito i tre rilievi principali, ossia i tre crateri che hanno costituito l’isola: quello più a sud, antichissimo, è spento fin dai tempi preistorici ed ha formato la cima più elevata, il Monte Aria, che raggiunge i 1499 metri e accoglie sui pendii la maggior parte delle case esistenti sull’isola; il secondo rilievo (391 m.) è detto Gran Cratere ed alterna periodi di attività a periodi di quiete; il terzo rilievo, Vulcanello, è il più giovane, emerso nel 183 a. C. dal mare, facendo, come racconta Plinio, una grande strage di pesci.

In origine questo rilievo costituiva una piccola isola a sé. In seguito si unì a Vulcano con un piccolo istmo formato dalla sua stessa lava, che ha creato due baie con due spiagge dalla sabbia nera.

L’isola deve il nome all’attività vulcanica molto intensa nel tempo e tuttora manifestata dalla presenza delle “fumarole”, esalazioni ad alta temperatura di vapore acqueo, zolfo e anidride carbonica che si sprigionano dal cratere e dalle fessure del terrazzo ed impregnano l’aria dell’odore acre di zolfo.

Probabilmente per questi fenomeni i Greci e i Romani la consacrarono al dio del fuoco, Efesto per i primi e Vulcano per i secondi.

Molte grotte scavate nel tufo, dette Grotte dei Rossi, fanno pensare che la sacralità del luogo derivava dall’usanza di seppellire i morti vicino al dio Vulcano per avere facilitato il passaggio nell’aldilà

Di sicuro nel passato l’isola fu abitata da schiavi e forzati, costretti all’estrazione di allume e zolfo, fino al tempo dei Borboni.

Successivamente l’isola fu acquistata dall’inglese Stevenson, che continuò lo sfruttamento delle miniere, ma l’ultima eruzione del 1888 lo fece scappare dalla sua villa detta il “Castello dell’inglese” che si trova proprio nel pianoro del Vulcano, accanto ai fanghi.

Gli abitanti rimasti si dedicarono alla pastorizia nella zona pianeggiante e alla pesca nel borgo di Gelso.

Oggi l’isola è meta di turismo internazionale, per il mare cristallino, i fanghi terapeutici in piscine naturali e per l’interesse che destano i vari aspetti del paesaggio: Punta del Grillo dove la colata lavica ha creato una serie di piccole grotte che offrono splendidi giochi di luce; Grotta del Cavallo dove si può entrare con le imbarcazioni e fare il bagno in un’acqua che va dal verde al blu; Bagno delle Vergini, basso fondale contornato da scogli a guisa di piscina naturale; Borgo di Gelso con la Spiaggia dell’Asino e il Faro Vecchio dove si coltivano uva nera e capperi; la Valle dei Mostri, che prende il nome dalle particolari forme delle rocce, modellate dal vento e dal mare, in mezzo alle dune di sabbia nera.

 

 

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